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Referendum, Lorenza Carlassare: “Nessun risparmio: solo più potere in mano al premier”

Lorenza Carlassare La costituzionalista contro la riforma Boschi: “La politica dei sostenitori del Sì è degna di un teatrino di dilettanti”

carlassare(Luca Sommi – Fatto Quotidiano) – La retorica politica dei sostenitori del sì sembra una rappresentazione teatrale di un teatro di provincia, fatta da dilettanti”. Lorenza Carlassare, professoressa emerita di Diritto costituzionale all’Università di Padova, è stata la prima donna in Italia ad avere questa cattedra. A guardarla ha la grazia di un personaggio di un romanzo di Agatha Christie, però le cose non le manda a dire, soprattutto quando in ballo c’è la Costituzione.

La cosa che le dà più fastidio di questa retorica?

Dire che con l’approvazione di questa riforma avremo benefici economici. È una cosa semplicemente ridicola.

Lo sostengono anche molti potentati economici.

Avranno paura che cada il governo. Dimenticando che era stato Renzi a legare la sua permanenza a Palazzo Chigi all’esito del referendum.

È anomalo che un governo si intesti una riforma costituzionale?

Assolutamente, il governo non dovrebbe avere niente a che fare con la modifica della Costituzione. Anzi, dovrebbe restarne fuori, essere imparziale. Intestarsela è contro lo spirito della Costituzione.

Perché questa riforma non va bene?

Perché non è vero che porta a una semplificazione del procedimento legislativo né che viene superato il bicameralismo paritario. Così come è previsto dalla riforma avremo un Senato che non è più eletto dai cittadini ma che manterrà molti poteri, anche in campo legislativo: basti dire che parteciperà paritariamente con la Camera a un’eventuale riforma costituzionale.

Qualcuno potrebbe dire, però, che nell’approvazione della stragrande maggioranza delle leggi il nuovo Senato avrà pochi poteri.

Non è vero, se prende il lunghissimo e noiosissimo nuovo articolo 70 c’è scritto che ogni legge approvata dalla Camera deve passare dal Senato, che può proporre modifiche. A questo punto ci sono un’infinità di ipotesi, divise per materia e per modalità, che possono comportare conflitti tra le due Camere. È lo stesso articolo che prevede questa possibilità di conflitti. E aggiunge che saranno risolti dai presidenti delle due Camere in accordo tra loro.

E se non c’è l’accordo tra i due?

Non si sa cosa accadrà. Ma si rende conto che razza di complicazione?

E cosa dice sull’elezione del presidente della Repubblica?

Qui le motivazioni sono addirittura basate sul falso e sull’inganno. I fautori della riforma dicono di avere aumentato le garanzie alzando, dopo le prime votazioni, le percentuali da maggioranza assoluta ai 3/5. Però dimenticano di dire che sono i 3/5 dei votanti anziché dei componenti. Le garanzie le abbassano, altro che alzarle.

Si dice che con l’Italicum si saprà subito dopo chi ha vinto. Ma in una Repubblica parlamentare è una cosa corretta?

Assolutamente no. Spetta al presidente della Repubblica aprire le consultazioni per capire chi potrà ricevere la fiducia delle Camere, dopodiché gli dà l’incarico per chiedere la fiducia. Non si può sapere il giorno dopo le elezioni chi sarà premier. In una Repubblica parlamentare funziona così.

Secondo lei perché il premier ha forzato così tanto su questa riforma?

Lui vuole modificare il sistema per arrivare a una verticalizzazione del potere e concentrarlo attorno alla figura del premier. Così potrà decidere tutto senza essere disturbato.

8 thoughts on “Referendum, Lorenza Carlassare: “Nessun risparmio: solo più potere in mano al premier”

  1. Io ci vedo solo dei professori anziani che che improvvisamente si sono svegliati dal torpore cattedratico.
    Erano meglio le oche del Campidoglio,quelle di che vigilavano.

  2. “Tutto ormai è orientato agli umori dei mercati finanziari: le persone, le imprese, gli stati. Una nuova forma di totalitarismo anonimo e cieco domina e coinvolge l’intero pianeta. Tutto viene a esso subordinato. A un suo cenno, economie deboli – e anche meno deboli – sono sacrificate con indifferenza leggera, interi popoli sono costretti alla fame. Di fronte a queste agghiaccianti prospettive non resta che cercar di invertire la rotta ancorandosi a valori diversi per non essere travolti” Una che scrive queste cose non capisce nulla di economia, ha idee pericolosamente vetero-comuniste. Ama tanto questa Costituzione perché è il frutto di un compromesso catto-comunista ed ha lacune gravissime sul lato della difesa delle libertà individuali, incluse soprattutto le libertà economiche.

  3. Stando così le cose forse faremmo meglio a votare SI perchè con questo parlamento non si va da nessuna parte,(io sono da sempre un anti-totalitarista, ma mi sembra che questa repubblica somigli troppo a Weimar).

  4. Pingback: Rassegna stampa - CRS - Centro per la Riforma dello Stato

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