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Renzi calunnia M5S ma nasconde i soldi e i legami con Buzzi

Matteo Renzi detto Il Bomba, mente sapendo di mentire

marino-e-buzzi(da il Fatto Quotidiano) – Pensate che avrebbero detto se Muraro fosse del Pd. In fondo la svolta della Raggi è dare la gestione dei rifiuti a una donna collegata totalmente a Mafia Capitale, a quelli che c’erano prima. La doppia morale dei 5 Stelle fa ridere i polli”. Il premier Matteo Renzi va giù a testa bassa, dinanzi alla platea della scuola di formazione del Pd, e il riferimento alla doppia morale, come vedremo, è così toccante che merita di essere analizzato.

La Muraro non è “una donna collegata totalmente a Mafia Capitale” come ha sostenuto Renzie

lo ha precisato la procura di Roma il 5 agosto scorso, non è mai stata indagata né tanto meno imputata. Piuttosto, in omaggio alla “doppia morale” che fa “ridere i polli”, resta tuttora indagato, nel filone siciliano di Mafia Capitale, un sottosegretario di governo al ministero dell’Agricoltura, tal Giuseppe Castiglione, dell’Ncd guidato dal ministro Angelino Alfano. Il governo Renzi, insomma, continua ad affidare il dicastero della nostra agricoltura a un “uomo” che, per usare le parole del premier, è “collegato totalmente a Mafia Capitale”.

1 – La notizia dell’indagine su Castiglione è del giugno 2015. La Procura di Catania ipotizza che un gruppo di indagati, tra i quali Castiglione, “turbavano le gare di appalto per l’affidamento della gestione del Cara di Mineo del 2011, prorogavano reiteratamente l’affidamento e prevedevano gare idonee a condizionare la scelta del contraente con riferimento alla gara di appalto 2014″. Quando il M5S, Sel e Lega Nord portano alla camera la richiesta di dimissioni per il sottosegretario, il Pd – con Fi, Scelta civica e Ncd – vota contro e gli salva la poltrona. Il deputato Pd Andrea Romano motiva così: “La posizione della mera notizia dell’esistenza di indagini non può essere motivo di sfiducia”. Ma torniamo ai rapporti tra Pd, mafia capitale, immigrazione e Campidoglio.

2 – Questa notizia è invece di pochi giorni fa: Luca Odevaine, l’uomo che nel processo Mafia Capitale si occupava di gestire il business dell’immigrazione, s’è accordato con la procura di Roma e ha patteggiato la pena: due anni e otto mesi di reclusione, più la restituzione di 250 mila euro, che riguardano le tangenti accertate in questo troncone dell’inchiesta, relativo agli appalti vinti dalla cooperativa La Cascina nel Centro richiedenti asilo di Mineo, in provincia di Catania. Sì, lo stesso centro per il quale Castiglione è indagato a Catania. Chi portò Odevaine in Campidoglio? Il Pd: fu vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni. D’altronde la passione di Salvatore Buzzi – il principale indagato, con Massimo Carminati, in Mafia Capitale – per il Pd è nota. Ancor di più la sua passione per Renzi. “Siamo diventati tutti renziani…”, dice Buzzi, intercettato, mentre parla con i suoi collaboratori, “a me me piace Matteo Renzi, che cazzo vuoi?”. Liberissimo, il Buzzi, di appassionarsi al politico che desidera. Ma cosa pensa del M5S? Lo rivela un’altra intercettazione de ll’aprile 2013: “Er problema è un altro – dice Buzzi – er problema è che non ce stamo più noi, semo … (inc). .. una cosa incredibile. Grillo è riuscito a distruggere il Pd”. E non a caso Buzzi nel novembre 2014 partecipa alla cena di finanziamento del Pd organizzata da Matteo Renzi investendo migliaia di euro anche per la Fondazione Open.

3 – Quanto abbia investito su Renzi, lo scopriamo leggendo gli atti: “Ho versato 15 mila euro al Pd (s’intende la cena del novembre 2014, mai restituiti, ndr) e 5 mila alla Fondazione Open (questi restituiti, ndr)”, dice Buzzi in un’intercettazione, conteggiando, due giorni dopo l’evento, quanto gli sia costato il tavolo vicino al premier. Dagli atti emerge però anche un versamento da 5 mila euro effettuato alle casse della renzianissima Fondazione Open. Ma con chi intende presentarsi, a cena, quel 6 novembre 2014? Lo scopriamo sempre da un’intercettazione: “Io, Guarany, Nanni… ”, dice Buzzi.

4 – Nanni è Giovanni Fiscon. Proprio lui, l’allora direttore generale di Ama, la municipalizzata romana per l’ambiente. Sì, l’uomo così vicino all’assessore Muraro da spingere Renzi a definirla una “donna totalmente collegata a mafia Capitale”.

EBBENE, il giorno dopo l’evento, alle 11:14 dell’8 novembre, Buzzi rivela proprio a Fiscon di aver fatto due versamenti diversi per poter partecipare alla cena: 15 mila euro al partito, 5 mila a Renzi per la Leopolda. Per non incappare in “una doppia morale da far ridere i polli” il premier potrebbe rivelare una volta per tutte quanto ha ricevuto da Buzzi? Potrebbe restituire i soldi incassati dal principale indagato in Mafia Capitale? Finora non l’ha mai fatto. Peraltro, a fornire il conto corrente del Pd fu una parlamentare, l’onorevole Micaela Campana. Che con Buzzi utilizzava un linguaggio piuttosto singolare.

5 – Il pomeriggio che precede la cena Campana invia a Buzzi con un sms i seguenti estremi: “c/c intestato a Partito democratico presso: Banca Intesa San Paolo Spa Iban IT 47T0306903390680300093335 Causale: Erogazione liberale”. Buzzi inoltra il messaggio al commercialista e poi, ricevuto l’ok sul bonifico, ne dà notizia alla Campana. È la stessa Campana alla quale Buzzi chiede di presentare un’interrogazione parlamentare, che alla fine non approderà mai alla Camera. Ed è la stessa Campana che, in uno degli sms, si rivolge a Buzzi appellandolo così: “Bacio grande Capo”. La Campana ha sostenuto in un’intervista al Corriere della Sera che si trattava del suo modo di esprimersi abituale, utilizzato con “milioni di persone”.

6 – È lo stesso Buzzi a dichiarare, dinanzi ai pm, di aver finanziato parecchi partiti: “Noi non abbiamo mai finanziato illegalmente la politica, ma tutto legalmente: Rutelli, Veltroni, Alemanno, Marino, Zingaretti, Badaloni, Marrazzo, tutti praticamente, anche Renzi: tutti contributi dichiarati in bilancio”. Sette nomi su otto sono del Pd. Unico schieramento non citato: i 5Stelle.

7 – La stessa renzianissima Simona Bonafé –oggi eurodeputata, nel 2012 coordinatrice insieme con Maria Elena Boschi della campagna di Renzi per le primarie – viene ritratta, durante la campagna elettorale per le europee, in una foto con Buzzi: “In campagna elettorale, tra le tantissime iniziative, ho visitato una cooperativa di ex detenuti. Tutto qui. No a strumentalizzazioni”, twittò quando arrivarono gli arresti per Mafia Capitale. Nessuna strumentalizzazione, solo l’ennesimo riscontro alla vicinanza tra il Pd romano e il bacino di voti legato a Buzzi e alla sua cooperativa. Come dimostra un’altra foto. Quella che ritrae il ministro del lavoro Luciano Poletti.

8 – Lo scatto è del 2010 e Buzzi siede a cena con il sindaco Gianni Alemanno, l’ex capo dell’Ama Franco Panzironi l’ex assessore Pd Daniele Ozzimo, il deputato Pd Umberto Marroni e, se non bastasse, un uomo del clan Casamonica. Poletti – non indagato – è rimasto al suo posto. Renzi non ha fiatato. Esattamente come Castiglione che, però, è accusato di aver turbato le gare per il Cara di Mineo. Al loro posto, peraltro, sembrano essere rimasti i soldi di cui Buzzi parla con Fiscon: quelli che il braccio destro di Carminati ha versato per finanziare il Pd nel 2013 e per la Leopolda. “Siamo diventati tutti renziani… – diceva Buzzi –a me me piace Matteo Renzi, che cazzo vuoi?”. È lo stesso Renzi che sui rapporti tra mafia Capitale e politica, dinanzi ai giovani del Pd e al Paese intero, dispensa giudizi sulla doppia morale (altrui).

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