Cronaca/Economia/Interno/Politica

C’è l’ombra dei conti truccati: così Renzi gonfia le stime

I tecnici del ministero dell’Economia si sarebbero inventati uno 0,4% di crescita in più per il 2017. Bankitalia e Corte dei Conti scoprono il bluff

E c’è sempre più il sospetto che, come trapela dai quotidiani oggi in edicola, Matteo Renzi e soci abbiano truccato i conti gonfiando le stime del pil. “L’Italia è sul baratro e il duo Pinocchio mente sapendo di mentire”, ha tuonato il capogruppo azzurro alla Camera Renato Brunetta chiedendo con urgenza la revisione della Nota di aggiornamento del Def e “chiarimenti precisi da parte dell’esecutivo”.

Nel corso di una audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, il vicedirettore generale di Bankitalia Federico Signorini ha stroncato le previsioni del governo contenute nel Def, che parlano di una crescita del pil dell’1% nel 2017. “Nello scenario programmatico per il 2017, la dinamica del prodotto è significativamente maggiore di quella del quadro tendenziale. L’obiettivo è ambizioso”, ha spiegato facendo notare che “la previsione è basata su una composizione della manovra sulla quale la Nota (Nota di Aggiornamento al Def) non fornisce informazioni di dettaglio. Per conseguire il risultato la prossima legge di bilancio dovrà essere definita con grande cura”. Per Signorini è, infatti, “indispensabile proseguire con sempre maggiore determinazione” sulla strada della spending review, “se si vogliono tenere i conti pubblici sotto controllo, senza contare soltanto sul livello oggi eccezionalmente basso dei tassi di interesse e senza comprimere gli investimenti, il cui rilancio è invece necessario per la crescita”.

Anche il presidente dell’Ufficio parlamentare del Bilancio (Upb) Giuseppe Pisauro ha parlato di “eccesso di ottimismo” e di “esito non positivo del processo di validazione del quadro programmatico 2017”. I tecnici del ministero dell’Economia si sarebbero inventati uno 0,4% di crescita in più per l’anno prossimo. Secondo il Fatto Quotidiano, il bluff sui conti pubblici verrà a galla solo dopo il 4 dicembre. In questo modo, però, Renzi si potrà “permettere una manovra d’autunno con cui supportare la campagna referendaria”.

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