Cronaca/Interno/Politica

Malore e ricovero per Berlusconi. I medici Usa: niente campagna per il no, serve assoluto riposo

berlusconi(Amedeo La Mattina, Francesco Semprini – lastampa.it) – NEW YORK – Niente bagno di folla, comizi, selfie, strette di mano, match televisivi, solo qualche intervista comodamente seduto nel salotto di casa sua. Poca, pochissima politica per Silvio Berlusconi. I consigli dei medici americani coincidono con quelli italiani. Il Cavaliere non potrà essere protagonista della campagna referendaria per il no: sarà lungo il recupero dopo l’intervento al cuore del 14 giugno presso il San Raffaele di Milano. Che le cose non vadano proprio bene lo dimostra il malore che Berlusconi ha avuto il 30 settembre in fase di atterraggio a New York. Alberto Zangrillo, il medico curante che viaggiava con l’ex premier, ha subito disposto il trasferimento al pronto soccorso del Presbyterian Hospital dove è stato ricoverato. Sono stati esclusi problemi di natura cardiovascolare. Ieri è stato dimesso ma dovrà rimanere a New York per ulteriori controlli. Berlusconi forse farà rientro in Italia alla fine di questa settimana con l’indicazione tassativa di assoluto riposo.

Potrebbe non essere presente nemmeno all’assemblea nazionale di Forza Italia, prevista per metà novembre, che da programmatica dovrebbe trasformarsi nella «Festa per il No». Nel partito c’è pure chi immagina di farla diventare un appuntamento unitario delle tre forze della coalizione, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, aperto alla partecipazione di Stefano Parisi. Tutto per il momento è in alto mare. Si aspetta di capire cosa è in grado fare il Cavaliere. Non potrà certo dare la volata finale al no.

I suoi avvocati hanno presentato una certificazione medica per chiedere l’istanza di rinvio dell’udienza nell’ambito del processo «Ruby ter». Legittimo impedimento perché il loro assistito soffre di «scompensi pressori» e «flogosi», conseguenza della sostituzione della valvola aortica. Il gup di Milano Laura Marchiondelli è andata oltre la richiesta degli avvocati: ha stralciato la posizione di Berlusconi, rinviando l’udienza al 15 dicembre. Mentre il 19 ottobre verrà deciso se rinviare a giudizio gli altri 23 imputati, tra i quali Karima, alcune «olgettine», la senatrice di FI Maria Rosaria Rossi e Carlo Rossella.

Si era ipotizzato che la trasferta americana fosse legata pure a motivi d’affari: un incontro con Murduch per trovare una soluzione alla partita che si sta giocando tra Mediaset e Vivendi. Le sue condizioni di salute non sembrano le più adatte per affrontare una complicata trattativa. Nulla però è escluso durante la permanenza a New York. Il check up americano avrebbe comunque confermato le preoccupazioni della famiglia che sconsigliano al patriarca stress legati alla politica. Allora ancora controlli al Presbyterian Hospital Columbia di New York, uno dei più grandi ospedali degli Stati Uniti. Una vera e propria “città dei malati”, dove negli ultimi anni sono stati ricoverati numerosi vip. Nel 2004 l’ex presidente Bill Clinton per gravi problemi cardiaci. Nel 2013 la moglie Hillary, allora segretario di Stato Hillary, per un trombo al cervello. Il campus dell’ospedale si trova nell’Upper West Side di Manhattan.

In agosto l’ospedale è stato classificato al sesto posto negli Usa (al terzo per la cardiologia) e al primo per l’area metropolitana di New York. Il Columbia Presbyterian ha circa 2500 letti, ma alcuni, quelli dell’ala per vip (McKeen Pavilion), sono speciali e spettacolari. I pazienti che arrivano da ogni angolo del mondo sono accolti in una lobby con pianista e cascata d’acqua. Le camere hanno la vista panoramica sul fiume Hudson, Ancora più extralusso l’ala sulla 68/esima strada Est: lenzuola Frette, bagno schiuma Molton Brown, high tea e pasti speciali preparati da un personal chef, sala riunioni per affari anche durante la malattia. Nel 2010 il defunto re Abdullah di Arabia Saudita bloccò l’intero piano.

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