Cronaca/Interno/Politica

Renzi: “Mio calo di popolarità? E’ successo anche a Obama”

Il premier interviene a Radio Capital: “In gioco non c’è il futuro della democrazia, ma della burocrazia, se vince il Sì tagliamo le poltrone dei senatori e del Cnel che finora è costato un miliardo”

renzi8(di ANDREA CARUGATI – repubblica.it/) – ROMA – “Il mio calo di popolarità? Ne ho parlato a lungo con Obama, per chi governa è fisiologico. I momenti di più alto consenso sono all’inizio e alla fine del mandato, quando i cittadini ti mettono a confronto con i potenziali sfidanti. La stampa mi critica, fa giustamente il cane da guardia. Ma sento un consenso nel Paese, ci sono tante persone che ci credono”. Matteo Renzi a tutto campo su Radio Capital. Intervistato dal direttore Vittorio Zucconi e da Edoardo Buffoni, il premier porta all’incasso il match contro Gustavo Zagrebelsky sul referendum: “Per mesi si è parlato di svolta fascistoide, Di Maio ha offeso l’Italia paragonandola alla dittatura di Pinochet. Io ho chiesto al principe dei costituzionalisti quale articolo della riforma modifichi i poteri del premier e quell’articolo non c’è. In gioco non c’è il futuro della democrazia, ma della burocrazia, se vince il Sì tagliamo le poltrone dei senatori e del Cnel che finora è costato un miliardo. Se vince il No il bicameralismo resterà così per sempre. Li vedete i senatori che di fronte al responso popolare per lasciare le cose come stanno si tagliano le poltrone?”. “E’ una scelta secca, Si o No, non c’è la casella ‘riprova sarai più fortunato'”. Certo, i sondaggi sono ancora “testa a testa”, ammette il premier. “Ma i sondaggi non parlano delle persone indecise, e di quelle che ancora non sono informate. I fan del No, quelli di Brunetta e Grillo, sono già schierati. Ma ci sono tutti gli altri e la campagna è appena iniziata…”. Renzi si scusa ancora una volta per come ha impostato la campagna mesi fa: “Ho sbagliato, qualcuna ci viene bene e altre male, io sono stato troppo focoso, ma ho fiducia nei cittadini e non si vota sul mio futuro”. Poi si lascia andare a una battuta su una possibile Woodstock del No: “E chi canta Brunetta? Certo pensare a una Woodstock con Berlusconi e Vendola, Salvini e Grillo, Brunetta con D’Alema. Spero che la diano in diretta tv, così guadagniamo un sacco di voti”.

Via libera dal premier a possibili confronti con D’Alema, Grillo, Berlusconi, Salvini. “Ma devo anche governare, c’è la legge di Bilancio da approvare e il 18 ottobre sarò alla Casa Bianca, Obama ha deciso di fare l’ultima cena di Stato con l’Italia per il rapporto di amicizia che lega i nostri Paesi”. I numeri del Def ballano, vengono contestati anche da Bankitalia, ma il capo del governo non sembra scomporsi: “Tutti gli autunni la solita solfa sulle nostre capacità di trovare le coperture: un po’ come le polemiche sul campionato e le occupazioni nella scuole”. “Si tratta di previsioni e come tali le verificheremo tra un anno. Posso però dire che l’anno scorso siamo stati più prudenti della realtà, e che si tratta di decimali di differenza. La realtà è che finora abbiamo trovato sempre le coperture per le misure fiscali, dal Jobs Act agli 80 euro, il super-ammortamento e il taglio dell’Imu”. Ora Renzi vuole porre l’accento sugli investimenti, a partire dal digitale che “ci ha consentito quest’anno di raggiungere il record storico nella lotta all’evasione con 14,9 miliardi di recupero”. L’altro pilastro degli investimenti riguarda le costruzioni, “ma senza ulteriore cemento, con opere di manutenzione, efficientamento energetico e rammendo”. Sul ponte sullo stretto ribadisce: “Lo faremo dopo aver potenziato ferrovie e viadotti della Sicilia, solo alla fine di questo percorso si può fare il ponte di Messina, non possiamo scartarlo solo perché è un’idea di Berlusconi. E dopo tanti investimenti al Nord sarebbe giusto farne uno imponente anche al Sud”. Quando? Il premier non fissa una road map, ma ricorda alla stampa estera che aveva riso al suo annuncio che “il 22 dicembre sarà pronta la Salerno Reggio-Calabria, mancano solo 800 metri e una galleria. Dunque non è vero che le grandi opere le vedranno solo i nostri nipoti”. Il premier cerca di non dire la parola “gufi”, “Sto cercando si smettere”, ma a fine intervista gli scappa: “Alla faccia dei gufi questo è un Paese meraviglioso”. Sul rapporto con la Ue, taglia corto: “Immaginavo che Merkel e Hollande volessero scommettere sul futuro dell’Europa, non fare una foto di gruppo. Se devo fare una conferenza stampa per ripetere sempre le stesse cose non vado. Io ci sono se le cose cambiano, per me la politica è questo”.

Sulla legge elettorale, a domanda se il Pd presenterà una proposta prima del referendum del 4 dicembre, Renzi sorride. E si appella al politichese. Fa la voce impostata, come se a parlare fosse un politico di altri tempi, e dice: “Il Pd si porrà in un clima di dialogo con le altre forze politiche per verificare ipotesi di modifica a cui non ci sottraiamo”. Su Roma ripete l’accusa al M5S: “Da loro una doppia morale, hanno massacrato il ministro Poletti per una foto a cena con Buzzi che allora era un libero cittadino, mentre l’assessora Paola Muraro ha collaborato come professionista con alcuni protagonisti di Mafia Capitale”. Per averla collegata all’inchiesta, il premier è stato querelato dalla Muraro. Ma non fa passi indietro: “Se il Pd avesse affidato il dossier rifiuti a una persona con questo curriculum cosa avrebbero detto i grillini? Loro attaccano il Pd in modo disumano, come è successo con Stefano Graziano definito camorrista e poi assolto”. Con la sindaca Raggi nessun muro contro muro: “Il governo è pronto a dare una mano a tutti i sindaci di ogni colore. A Raggi va dato il tempo per rispettare il suo programma. Se va sul tetto a prendere una boccata d’aria io non la critico e stoppo i miei che lo fanno. A Roma il Pd ha fatto molti errori e questo io non lo nascondo”.

Finale privato, con replica alle critiche arrivate alla moglie Agnese per la cattedra da insegnante vicino a casa: “Mia moglie ha giustamente querelato chi l’ha accusata. Se qualcuno trova
delle irregolarità in quella nomina siamo pronti a cospargerci il capo di cenere. Ma anche una insegnante del M5S ha parlato di vergogna per gli attacchi ricevuti da mia moglie, che ha fatto la supplente precaria per 12 anni. Questo tipo di polemiche rivelano una piccineria morale”.

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