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Guardia Sanframondi: “ExitGuardia”

alberto-sordiAvete presente la Brexit, ossia la scelta inglese di uscire dall’Unione Europea? Rilanciata in queste ore da Benigni: “Se vince il No peggio della Brexit”. Beh, noi a Guardia stiamo facendo la scelta opposta: stiamo uscendo da Guardia. ExitGuardia. Exit nel senso di uscita da Guardia, eutanasia di una comunità; o Ex-Guardia nel senso di una comunità che rischia di diventare una ex-comunità. Grazie all’aiuto dell’amministrazione Panza, stiamo favorendo l’estinzione di Guardia per farla diventare solo un luogo per agiati anglosassoni in cerca d’emozioni. A questo punto ad amministrare Guardia non serve più il sindaco, mandiamoci un’intera Produzione Hollywoodiana. Proprio così: perchè il messaggio permanente che ci giunge incessante dalla Casa comunale è chiaro. Nel giro di pochi anni ci sentiremo stranieri in casa nostra. Non c’è giorno senza che il sindaco e le “anime belle” di questa maggioranza, ci esortino ad accogliere i nuovi “colonizzatori” a braccia aperte. Si organizzano corsi accelerati di inglese per gli esercenti. Gli uffici comunali si occupano più di globalizzazione che delle buche lungo corso Umberto. Guardia si sta sempre più “americanizzando”. E quando parlo di americanizzazione la prima immagine che viene in mente è quella di Alberto Sordi nella celebre scena degli spaghetti nel film “Un americano a Roma”, dove Sordi interpretava la parte di Nando Mericoni, un giovane ragazzo romano innamorato della cultura americana che andava in giro con un cinturone da cowboy sognando un futuro negli States che però, di fronte alla prova del cibo, alla fine preferisce il maccherone alla mostarda.

È peccato, è reato dire che trovo ormai ossessivo, demagogico e autolesionista il panegirico quotidiano in lode degli stranieri e della multiculturalità a tutti i costi di questa classe dirigente? Dovremmo essere felici di tutto questo? Dovremmo sentirci in pace con i nostri valori e con il futuro di questa comunità, assistendo compiaciuti, anzi collaborando, all’estinzione del nostro Paese? Nessuna inimicizia verso i nuovi cittadini e la loro danarosa vitalità, sia chiaro. Solo amore per una Comunità, una Storia, una Tradizione e una Civiltà, che ci appartiene nel sangue e nell’anima e che non vogliamo veder morire.

Raffaele Pengue

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