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Piovono consulenze statali sullo studio legale dei Boschi boys. Tra i clienti pure società legate a Cassa Depositi e Prestiti

maria-elena-boschi-pier-luigi-stefania-madre-fratello-emanuele-758991(di Stefano Sansonetti – lanotiziagiornale.it) – Più che studio legale del giglio magico potrebbe essere definito lo studio dei Boschi boys. Ma la sostanza, verosimilmente, non cambia molto. Il dato che fa riflettere, semmai, è rappresentato dai clienti che la struttura si è trovata a incamerare negli ultimi tempi. Per esempio c’è una società a partecipazione pubblica, che si chiama Kedrion. Oppure c’è un maxi consorzio di cooperative rosse, che deriva buona parte del suo fatturato da appalti pubblici. Insomma, una quantità di ingredienti sufficiente a porre almeno una questione di opportunità. Al centro della scena c’è lo studio legale Bl, nato nel 2008, sede principale a Firenze e sedi secondarie a Roma e Milano.

I PERSONAGGI – I partner sono Francesco Bonifazi, in passato fidanzato della ministra delle riforme, Maria Elena Boschi, ma oggi soprattutto deputato e tesoriere del Pd; Federico Lovadina, avvocato con un ruolo ormai molto pronunciato di manager pubblico, se si considera che è presidente di Toscana Energia (azienda a maggioranza pubblica che distribuisce il gas nella regione) e consigliere di amministrazione delle Ferrovie dello Stato; Emanuele Boschi, fratello della ministra ed ex dipendente della disastrata Banca Etruria.

Ebbene, in tempi recenti lo studio ha avuto come cliente la società Kedrion, leader nel settore dei plasmaderivati, per la quale ha svolto un lavoro relativo all’applicazione del “patent box”, in pratica la tassazione agevolata sui redditi derivanti da brevetti e opere dell’ingegno. Si dà però il caso che Kedrion sia una partecipata pubblica, dal momento che al 25% fa capo a Cdp Equity, una delle società di investimento della pubblica Cassa Depositi e Prestiti, controllata dal Ministero dell’Economia e Finanze. Sempre tra i clienti dello studio Bl si è segnalato il Consorzio Integra, in pratica il nuovo nome assunto dal Ccc di Bologna, uno dei più grossi consorzi di costruzione del mondo Legacoop (anche se un po’ malandato). Il gruppo, in pratica, è stato aiutato dallo studio legale in alcune operazioni di finanzia d’impresa.

IL DETTAGLIO – E’ appena il caso di far notare che il Consorzio Integra, con un portafoglio lavori per circa 2 miliardi di euro, tira fuori una buona fetta del suo fatturato dagli appalti pubblici. Insomma, una domandina semplice semplice viene in mente: è opportuno che uno studio legale in cui esercitano un deputato di spicco del Pd (Bonifazi), un avvocato che spesso e volentieri siede in Cda pubblici (Lovadina) e il fratello di un ministro (Boschi) si trovi a gestire come clienti società partecipate dal pubblico o che con il pubblico si trovano a lavorare? Per carità, non che queste situazioni siano limitate allo studio Bl. Anzi. Ma qui ci troviamo di fronte a esponenti del settore pubblico, peraltro vicinissimi al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Naturalmente La Notizia ha chiesto conto di questi rapporti allo studio Bl, a Kedrion e al Consorzio Integra. Gli ultimi due non hanno fatto pervenire alcuna risposta. Dal canto suo lo studio legale, dopo aver confermato il lavoro svolto per i due clienti e aver precisato che si è concluso, ha respinto l’eventualità che possa esserci una questione di opportunità derivante dall’estrazione amministrativa di alcuni suoi partner.

LA CURIOSITÀ – Tra l’altro, come curiosità, si può registrare che la sede romana dello studio legale Bl è stata presa a palazzo Gentili del Drago, nella centralissima via in Arcione, a due passi dal Quirinale e dalla fontana di Trevi. Il civico è lo stesso del famoso super attico di Ciriaco De Mita, recentemente messo in vendita, e di quella che fino a non molto tempo fa era la sede del Nuovo Centrodestra guidato dal ministro dell’interno Angelino Alfano. Nello stabile lo studio Bonifazi-Lovadina-Boschi occupa un locale all’interno di un altro studio legale-commerciale, Wilton & Partners, che fa capo all’avvocato-immobiliarista Stefano Pulsoni, diventato anni fa proprietario di diverse porzioni del palazzo.

Tw: @SSansonetti

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