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Vittorio Feltri in difesa del contante

soldi-tasse(Vittorio Feltri per Libero Quotidiano) – Ieri il Corriere della Sera ci ha informato, basandosi su dati di cui ignoriamo la fonte, che gli italiani hanno un tesoro nascosto pari a 150 miliardi di euro. Nascosto dove? In cassette di sicurezza o addirittura sotto o dentro il materasso.

Naturalmente si tratterebbe di denaro contante. Nell’ articolo si dà quasi per scontato che si tratti di quattrini in nero, incassati e detenuti nonché usati per scopi illegali. Insomma saremmo di fronte a una enorme evasione fiscale. Può darsi che i sospetti del Corriere siano almeno in parte fondati. Ma chi lo dimostra? Dove sono le prove?

Non mi pare che le banconote siano corpo di reato, visto che sono stampate dagli Stati senza violare alcuna norma. Chiunque è abilitato a custodirle nel proprio portafogli o in qualsiasi altro luogo senza avere l’ obbligo di giustificarne il possesso. Se poi qualcuno occulta la valuta per evitare di farsela rubare non capisco quale sia il delitto che commette. Si dice che le transazioni debbano avvenire per via elettronica oppure bancaria. Così, per chiarezza. Ma non mi risulta che sia scorretto saldare un conto o comprare una bicicletta sborsando biglietti da cento euro. Di quale crimine parleremmo?

Se fosse proibito maneggiare contanti bisognerebbe chiedersi perché mai essi abbiano corso legale. Semmai domandiamoci per quale motivo gli italiani preferiscano conservare i loro risparmi dappertutto tranne che in banca. La risposta è semplice.

Non si fidano più degli istituti di credito dato che ne falliscono in quantità rilevante asciugando la ricchezza dei clienti ai quali non restituiscono il becco di un quattrino. Se le banche non garantiscono i tuoi depositi è fatale che tu ti difenda evitando con cura di consegnarglieli affinché li custodiscano. È una forma di legittima difesa.

Se poi si considera che ogni due per tre i governi minacciano di approvare la patrimoniale, è automatico che i cittadini si proteggano nell’ unico modo possibile ossia ficcando i soldi guadagnati, si presume onestamente, nel posto più sicuro: nel materasso o in qualche anfratto domestico.

È vero che se uno paga l’ idraulico o il dentista in biglietti di banca difficilmente paga l’ Iva e quindi risparmia, agevolando chi riscuote che magari non denuncia l’ introito, ma questo è un altro problema e va risolto a livello statale.

Infatti, quando il fisco è troppo vorace la gente trova il sistema per fregarlo. Non dico che faccia bene, ma concediamole almeno l’ attenuante di agire per sopravvivere. Invece di prendercela con chi usa i contanti prendiamocela con chi ci massacra con le tasse, i cui proventi finiscono chissà dove.

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