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“Buon appetito”: di Marco Travaglio

renzi-obama(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) “L’effetto principale della riforma del lavoro di Renzi è tutto nei dati forniti nell’Osservatorio Ipns sul precariato per i primi 8 mesi dell’anno… Eliminato di fatto l’articolo 18 e finiti gli incentivi, il trend è tutto tranne che positivo: -8,5% di assunzioni e +31% di licenziamenti rispetto ai primi otto mesi del 2015. Arrivano al 28% in più i licenziamenti disciplinari, che il Jobs Act ha reso più facili… – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 19 ottobre 2016, dal titolo “Buon appetito” –.

“L’effetto principale della riforma del lavoro di Renzi è tutto nei dati forniti nell’Osservatorio Ipns sul precariato per i primi 8 mesi dell’anno… Eliminato di fatto l’articolo 18 e finiti gli incentivi, il trend è tutto tranne che positivo: -8,5% di assunzioni e +31% di licenziamenti rispetto ai primi otto mesi del 2015. Arrivano al 28% in più i licenziamenti disciplinari, che il Jobs Act ha reso più facili… Dopo avere speso oltre 14 miliardi per gli sgravi, il governo ha preso atto del flop: nella prossima legge di Bilancio non saranno rinnovati, se non per i giovani assunti dopo uno stage o tirocinio. Infine i voucher, nuova frontiera del precariato: nel gennaio-agosto 2016 ne sono stati venduti 96,6 milioni (+35,9%)” (ilfattoquotidiano.it, ieri). “Raddoppiano i poveri. E i giovani colpiti dalla crisi superano gli anziani.

Nel Sud gli italiani si rivolgono alla Caritas più degli immigrati. In grandi difficoltà le famiglie monoreddito e i lavoratori precari… I poveri sono passati dagli 1,8 milioni del 2007 ai 4,6 milioni del 2015… Il Rapporto 2016 della Caritas rivela che la povertà assoluta colpisce il 7,6% della popolazione, contro il 3,1% del 2007. Compresi i giovani (oltre il 10% di chi ha meno di 34 anni è un povero assoluto), le famiglie con pochi bimbi, i lavoratori precari o con stipendio troppo basso… Eurostat afferma che l’Italia è tra i Paesi con i maggiori aumenti del rischio di povertà ed esclusione sociale. Con una crescita di 3,2 punti percentuali siamo quarti, battuti solo da Grecia (+7,6), Cipro (+5,6) e Spagna (+ 4,8).

Il 28,7% degli italiani è a rischio di povertà o esclusione sociale. In stato di ‘grave deprivazione materiale’ è ben l’11,5%: vuol dire non potersi riscaldare bene in casa, non poter mangiare proteine almeno una volta in due giorni, non poter fare una settimana di vacanza” (La Stampa, ieri). “Crescita e lavoro, la Casa Bianca sostiene il premier” (La Stampa, ieri). “Obama: ‘Renzi non dimetterti se vince il No’” (La Stampa, ieri). “Obama con Renzi: ‘Avanti sulle riforme, gli Usa puntano su un’Italia stabile. Roma non è più il fanalino di coda dell’Ue” (Il Messaggero, ieri). “Obama: ‘Bene le riforme di Renzi’… ‘Lui riconosce che le economie hanno bisogno di spazio per gli investimenti necessari a sostenere la crescita e l’occupazione e ampliare opportunità. L’economia italiana ha ricominciato a crescere… Occorrono politiche economiche inclusive… per aumentare gli stipendi e ridurre le disuguaglianze’” (Repubblica, ieri). “Per Renzi accoglienza da star… Il premier definito dalla stampa Usa ‘il Trudeau europeo’: insieme per un asse contro i populismi” (Il Messaggero, ieri). “Rapporto Istat sul 2014: oltre 3 milioni e mezzo di lavoratori in nero, 180 mila in più rispetto al 2013; e 17 miliardi di Pil (l’1% del totale) frutto di traffico di droga, prostituzione e contrabbando di tabacco. Sommando alle attività illecite anche il nero, nel 2014 l’‘economia non osservata’ è arrivata a 211 miliardi, il 13% del Pil: di questi, il 46,9% è frutto di evasione fiscale, il 36,5% di lavoro irregolare (era il 34,7% nel 2013), l’8,6% di altre componenti (affitti in nero, mance e paghe fuori busta) e l’8% di attività illegali.

I nuovi dati superano di quasi 5 miliardi i valori del 2013 e di 8 quelli del 2011… Il valore aggiunto generato dalla sola economia sommersa, cioè tutto ciò che sfugge al fisco, ammonta a 194,4 miliardi (12% del Pil)” (ilfattoquotidiano.it, sabato). “L’apposita commissione del Tesoro denuncia che in un anno mancano all’appello delle Entrate 109 miliardi di imposte, 2 miliardi e passa in più dell’anno prima. Renzi rivendica nel 2015 il ‘record di tutti i tempi’ di lotta all’evasione con 15 miliardi recuperati. Peccato che secondo la Corte dei conti i miliardi realmente riscossi siano stati solo 7,7, in netto calo rispetto al 2014 e a 10 anni fa” (il Fatto Quotidiano, ieri). “Aveva assicurato al Parlamento che la prima voluntary disclosure sarebbe stata anche l’ultima e che la lunga stagione dei condoni all’italiana… era conclusa. Invece… ecco la seconda sulla liquidità sottratta al fisco e ai magistrati in cassette di sicurezza o in casa sotto il materasso e nei muri, come ha fatto Fabrizio Corona… L’obiettivo del Tesoro è tassarli al 30-35%, meno dell’aliquota Irpef più alta (43%)…Ma non tutti i capitali nascosti provengono dall’evasione fiscale. Dietro questa copertura sono stati riciclati anche proventi da attività criminali… Ma controlli troppo stringenti non fanno avvicinare i possibili beneficiari più facoltosi e addio ai 2 miliardi di incassi.

Maglie larghe rischiano di dare il via alla più grande operazione di riciclaggio di denaro sporco della storia della Repubblica”(il Fatto Quotidiano, ieri). “Il governo prepara la sanatoria sui contanti”, “Tasse non pagate: buco da 795 miliardi… Per la Corte dei conti si può recuperare solo il 4,8% (La Stampa, ieri). “Fisco, allarme per le sanatorie. ‘Sconti a Maradona e Corona e uno scivolo per i più ricchi’. Le agenzie di riscossione temono un crollo per le entrate a partire dal 2018” (Repubblica, ieri). “Il ritorno delle ‘false’ partite Iva” (Repubblica, ieri). “La cena di Stato Renzi-Obama. Agnolotti e patate dolci. Il melting pot del gusto unisce a tavola due mondi” (La Stampa, ieri). “Cena di Stato, evento con le eccellenze tricolori. Oltre 400 invitati alla Casa Bianca: il dinner allestito nel giardino sotto a un tendone. Menu ispirato al Belpaese dello chef Batali” (La Stampa, ieri). Questo e altro con la “sinistra” al governo. Poi c’è pure la destra.

 

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