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Nando Mericoni va a Washington

Tralasciamo le penose reverenze anglofone dell’ascaro di Palazzo Chigi, ma cosa ci è andata  a fare da Obama? Il quasi ex presidente ormai non conta più nulla nemmeno per il personale della Casa Bianca, ha fallito e spesso tradito tutto ciò che avrebbe dovuto rappresentare, da premio nobel per la pace ha bombardato Afganistan, Pakistan, Libia, Somalia, Yemen, Siria, Irak, ha fatto crescere follemente Wall Street e castigato l’economia reale, quella che in Usa si chiama Main Street la quale ha continuato nel suo inarrestabile declino dal 2008 a scorno degli economisti di servizio e media di basso servizio, ha aumentato del 77,2%  il debito pubblico per dare soldi ai finanzieri, agli azionisti e ai fabbricanti di armi, senza aver accresciuto l’intervento pubblico e durante la sua presidenza ha visto la drammatica espansione del lavoro precario e a salario minimo. Forse Renzi ci vuole assicurare che farà anche di meglio? Ma no,  è andato lì a fare uno sporco baratto: svendere l’appoggio incondizionato del governo italiano al Ttip (letale per la nostra agricoltura e la nostra economia in generale oltre che per la democrazia) in cambio dell’ennesimo buona parola di Obama in favore del Sì.

Ho parecchi dubbi che Barack ne sappia o ne capisca effettivamente qualcosa della costituzione italiana o dell’orrenda operazione chirurgica che si vorrebbe praticare su di essa, ma di certo non ha difficoltà a concedere il suo sì a meno democrazia e partecipazione dei cittadini di un Paese soggetto, specie se la carta fondamentale rischia di essere da intralcio a Ttip, come di certo il triste Nando Mericoni da Rignano li avrà suggerito. Ma forse questo baratto è un  fortuna perché l’appoggio di un Obama privo ormai di qualsiasi credibilità, porta sfiga: da quando andò a Londra per sostenere le ragioni della permanenza nella Ue i sondaggi cominciarono a volgere al brutto. E si capisce bene il perché: la vacuità tutta americo centrica con cui sostenne la tesi della permanenza nell’Unione (si poteva combattere meglio il terrorismo) cominciò a insinuare il dubbio che le ragioni addotte dal remain non fossero così consistenti. Dovette persino intervenire Cameron a prendere le distanze dal vaniloquio obamiano.

Quindi grazie Barack  di aver dato credito al pasticcio del povero Nando: essendo colui che per pura stupidità ha creato le premesse concrete di un conflitto mondiale, non c’è al mondo una persona più autorevole per evitarne i consigli. Quanto a Nando Matteo e alla sua corte dei miracoli, in mancanza di Pericle il Nero e dei suoi servigi quanto mai opportuni in questo frangente,  si possono semplicemente cancellare con un sonoro No al referendum.

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