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Alessandro Sallusti: “Matteo Renzi: il venditore di patacche”

Gli imbroglioni patentati

Il venditore di patacche si chiama Matteo Renzi, professione ufficiale Presidente del Consiglio dei ministri, professione reale imbroglione

renzi-doppio( ilgiornale.it) – Vi dobbiamo delle scuse. Tutto quello che abbiamo scritto in questi giorni a proposito di tasse e fisco è falso.

Non è vero che Equitalia chiuderà (semplicemente cambierà, forse, nome dalla metà del prossimo anno); non è vero che lo Stato la smette di comportarsi da strozzino sulle cartelle esattoriali, multe stradali comprese (ci sarà solo un piccolo, irrilevante sconto); non è vero che chi ha accumulato contante eludendo potrà portarlo in chiaro pagando una piccola multa. Lo ripeto, ci siamo sbagliati e ci scusiamo di avere alimentato speranze, ci siamo affidati a una fonte che ritenevamo attendibile e che invece si è rivelata truffaldina. I giornalisti di norma non svelano i nomi dei propri informatori, oggi facciamo una eccezione. Il venditore di patacche si chiama Matteo Renzi, professione ufficiale Presidente del Consiglio dei ministri, professione reale imbroglione.

Ma possibile che questo benedetto uomo non dica mai una verità, non mantenga mai una promessa, un impegno? Solo sotterfugi, pasticci, bugie, insomma gli stessi ingredienti che gli hanno permesso di andare a Palazzo Chigi senza essere eletto. Mente sul referendum (non è vero che la riforma abolirà il Senato e il bicameralismo, che taglierà i costi della politica), mente quando dice che non ne sapeva nulla del vergognoso voto dell’Onu anti-Israele. Oggi su questo Giornale vi dimostriamo che mentiva quando sosteneva che avrebbe messo in sicurezza gli edifici scolastici. E mente quando sostiene di tagliare i costi della politica (ha speso 168 milioni solo per farsi un nuovo aereo).

E ieri pure una nuova truffa. Il fronte del Sì al referendum ha arruolato tra le sue file Indro Montanelli, pubblicando sul suo sito alcune dichiarazioni del direttore favorevoli a cambiare la Costituzione. È vero, Montanelli, come tutti noi, la Carta l’avrebbe volentieri rivoltata, ma dubito che si riferisse al testo Boschi. Già una volta la sinistra provò ad usare politicamente Montanelli, non portò bene a nessuno dei due. Arruolare i morti, che non possono confermare né smentire, è roba da becchini, o meglio da tombaroli. E da imbroglioni.

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