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Comune vuole statua di 85 metri per Padre Pio, ma la collina ai suoi piedi rischia di franare

La giunta di Ogliastro Cilento, 2.200 anime, ha sottoscritto un protocollo con la Fondazione del Cardinale Martino (di Salerno) per realizzare il gigantesco monumento al frate di Pietrelcina. L’Autorità del Bacino del Sele ha però dichiarato franosa e pericolosa la zona, tanto che non potrebbe subire aumenti di volumetria ma solo interventi di recupero

pio-cilento-675(di – ilfattoquotidiano.it) – Ottanta metri di altezza, 150 milioni di investimento. In una comunità che fatica ad avere l’acqua corrente. E in un luogo, si scopre ora, che rischia pure di franare. Va avanti il progetto della mega statua dedicata a Padre Pio nella piccola cittadina di Ogliastro Cilento e alla vicenda si aggiungono ora nuovi tasselli. Ne avevamo scritto a gennaio, quando, all’alba della campagna elettorale, il sindaco uscente della cittadina campana, Michele Apolito, poi riconfermato con le amministrative del giugno scorso, aveva promesso la costruzione di una statua votiva per il santo di Pietrelcina, alta 80 metri, e di un centro di ricerca per malattie genetiche. Costo dell’operazione? 150 milioni di euro, non uno scherzo. Anche perché all’epoca la cittadinanza, 2.200 anime, si era divisa, con i detrattori dell’impresa che lamentavano “la carenza di acqua corrente e di servizi essenziali” .

Dopo mesi, il progetto resta sul piatto e alla vicenda si aggiungono nuovi tasselli. Ad aderire alla costruzione della mega statua e al centro di ricerca c’è adesso la Fondazione Alessandro e Teresa Martino, del Cardinal Martino di Salerno, oltre ai Comuni di Ogliastro e di Prignano Cilento, tra loro confinanti. A settembre, nero su bianco, è stato siglato un protocollo d’intesa: sebbene non sia indicato con precisione l’intervento economico con cui la Fondazione interviene nell’opera, potrebbe stupire il suo interesse, se non altro per la tipologia di investimento. A leggere lo statuto dell’organizzazione non lucrativa di utilità sociale del Cardinale Martino, si scopre che tra le sue finalità c’è la realizzazione da parte dei membri della famiglia del prelato “di progetti benefici destinati preferibilmente a bambini indigenti e alle loro famiglie”. Tra i contributi della Fondazione, compaiono: la “Casa di Kim”, a Roma, per assistenza sanitaria, psicologica, educativa e logistica a bambini gravemente ammalati (contributo 5mila euro); la scuola “Light for the differently challenged” per gli studenti di Mizoram, nel nord Est dell’India (sussidio di 30mila dollari); l’asilo a Naironde, in Africa, per i bambini Masai che percorrono 10 chilometri al giorno a piedi per raggiungere la scuola elementare più vicina (8.4mila dollari).

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