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Come mai l’archistar Fuksas si è rifiutato di salire sul palco dell’auditorium della Nuvola?

renzi-fuksas-nuvola-eur-769877(dagospia.com) – Come mai Massimiliano Fuksas si è sdegnosamente rifiutato di salire sul palco dell’auditorium della Nuvola, per incassare applausi e salamelecchi in diretta Raiuno,  lui che è così pieno di sé che potrebbe stare tre mesi senza mangiare? Semplice: tra Eur Spa e l’archistar c’è un contenzioso per il saldo della parcella di 538.613,88 euro, più Iva e interessi moratori.

Importo mai pagato perché i legali di Eur Spa hanno sospeso il pagamento in quanto le Fiamme Gialle, su ordine della Corte dei Conti, hanno sequestrato tutte le fatture riguardanti il rapporto con lo studio di Fuksas al fine di chiarire la congruità delle somme elargite all’archistar.

A proposito dei 25 milioni bonificati a Fuksas, le voci della parcella sono le seguenti:

Progetto preliminare: 4.800.000,00

Adeguamento progetto definitivo: 1.380.000,00

Progetto esecutivo: 5.000.000,00

Progetto Opere Complementari: 3.900.000,00

Direzione artistica: 4.560.000,00

Progetto variante 8: 150.000,00

Progetto variante 10: 149.000,00

Totale parcella 19.950.000,00 oltre 4.200.000,00 di IVA e CNPAIA (Cassa Architetti).

Puntate precedenti. Correva il mese di aprile 2016 e Fuksas attacca i vertici di Eur Spa, minacciando di dare buca al vernissage. Non solo: vuole rivolgersi direttamente al suo amico Renzi, che ha premuto per la chiusura dei lavori prima della data fatidica del Referendum.

A questo punto inizia la tarantella mediatica e giudiziaria: mail di fuoco dell’ufficio stampa di Fuksas direttamente all’ad di Eur Spa Enrico Pazzali zeppe di lagnanze di ogni tipo. Di più: l’archistar notifica un decreto ingiuntivo con pignoramento delle somme pretese a saldo della parcella. Ancora dichiarazioni alla stampa durissime, con attacchi personali a Pazzali, e contestualmente richieste insistenti dei legali di Fuksas di trovare un accordo transattivo per cessare le ostilità.

Eur Spa reagisce contestando il pagamento del saldo di 538.613,88 euro appellandosi all’indagine in corso della Corte dei Conti e chiedendo il risarcimento del danno di un milione di euro per difetti di progettazione rilevati dalla società Condotte e richiesti alla società di Pazzali (chiamato dal Mef a gennaio 2016 per tentare l’impresa – riuscita – di chiudere la pratica durata 18 anni).

La tarantella deflagra alla vigilia del debutto allorché Fuksas s’impunta sulla scaletta dell’inaugurazione televisiva. Primo diktat: se parla qualcuno di Condotte, società che ha realizzato l’opera, non mi presento. A seguire: voglio sapere in dettaglio la scaletta del programma. Terzo: apro bocca solo se mi chiama sul palco Matteo Renzi.

I dirigenti di Raiuno, di fronte a tali richieste, cercano di mediare tra l’esigenza televisiva di avere l’archistar sul palco e quella di rispettare il progetto editoriale di raccontare la tribolata storia durata 18 anni della costruzione della Nuvola. Finisce come avete visto sabato sera: Fuksas non ha mosso il culo dalla poltroncina disegnata, al pari delle lampade Guzzini, dalla consorte Doriana (e costata ciascuna la miseria di 980 euro).

Anzi, quando il conduttore Cesare Bocci, star della serie “Montalbano”, è sceso dal palco armato di microfono per raccoglie le sue “emozioni” a Nuvola aperta, Fuksas ha sarcasticamente divagato, per la serie “Mastikazzi”, sulle sua perfomance catto-matrimoniale a Firenze, nella cappella dei Pazzi, rendendo così omaggio non al primo cittadino di Roma presente in sala bensì all’ex sindaco di Firenze, Renzi Matteo.

Prossimo appuntamento? Tutti in tribunale. Come sempre in Italia decideranno i giudici.

One thought on “Come mai l’archistar Fuksas si è rifiutato di salire sul palco dell’auditorium della Nuvola?

  1. Ho fatto l’architetto tutta la vita, ora sono in pensione. Quasi esclusivamente committenza pubblica. So molto bene come sono queste storie. Se trovi il committente fesso fai bene a fare parcelle che non hanno il minimo riferimento con quelli che un tempo erano gli onorari stabiliti per legge. Non so nemmeno perchè Fuffas ha perso tempo in dettagliare il progetto i fasi cui corrispondevano compensi. Poteva dire “datemi tot” e basta. Se il committente pubblico vuol farsi fregare, avrà un interesse, no ?

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