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Le “perle” di Marco Travaglio

travaglio(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) The Young Pirl/1. “Il vero Partito della Nazione è quello del No, che va da Brunetta a Travaglio, che sull’Europa mette insieme Monti e Salvini, che tiene insieme Gasparri e De Mita, che da Berlusconi a Grillo a D’Alema dice solo no, questo è il partito che vuole bloccare l’Italia’” (Matteo Renzi, presidente del Consiglio e segretario Pd, in piazza del Popolo a Roma, 29.10). A parte il fatto che ha dimenticato l’Associazione partigiani e altri putribondi figuri come Zagrebelsky, Rodotà, Carlassare, Pace, don Luigi Ciotti, Nino Di Matteo, Gian Carlo Caselli e Armando Spataro, ci dice qualcosa del Partito della Dazione?

The Young Pirl/2. “Io non ho bisogno di odiare per avere un’identità. Noi raccontiamo una storia… Io ho bisogno di un obiettivo per fare politica, altri di un nemico. Per Travaglio era Berlusconi, ora ci sono io, domani ce ne sarà un altro” (Renzi, Rolling Stone, servizio di copertina dal titolo “The Young Pop”, 1.11). Domani? Davvero? Wow!

The Young Pirl/3. “Cucù, Equitalia non c’è più!” (Renzi, In mezz’ora, Rai3, 23-10). Ricche multe a chi scopre come si chiama adesso.

Renzindustria. “Avete i governatori contro: da Emiliano a Crocetta sembra lavorino per la concorrenza, Emiliano a Capri ha fatto un pippotto per il No… Bel cazzzzz di lavoro è il tuo partito, datti una calmata… Ma come fai proprio a disciplinarli?” (Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, fuorionda col ministro Graziano Delrio a margine di un convegno, 25.10). Resta da capire se Confindustria s’è iscritta al Pd o il Pd s’è iscritto a Confindustria.

Provincialismo. “Viadotto crollato: tre ore di discussioni tra i tecnici e nessuno ha chiuso la strada. Il rimpallo tra il gestore della tratta e la Provincia di Milano su chi fosse competente” (Corriere della sera, 29.10). “’Chiudete quel ponte’. Ma è scaricabarile tra l’Anas e la Provincia” (la Repubblica, 29.10). “La Provincia: ‘Non abbiamo colpe, siamo solo responsabili dello stato del manto’” (La Stampa, 30.10). Cucù, le Province ci sono ancora!

Le colpe dei padri. “Mio figlio ha una sola colpa: quella di portare il mio cognome” (Pietro Lunardi, ex ministro del governo Berlusconi, dopo l’arresto del figlio Giuseppe, La Stampa, 27.10). Che comunque è già un bel reato…(continua)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

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