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Facebook: un elisìr di lunga vita

facebook905-675x905(di Maria Giulia Messina – opinione.it) – Se vi hanno insegnato che alimentazione sana e attività fisica sono le uniche strade certe per allungarvi la vita, da oggi avete un’altra possibilità. A dimostrarlo uno studio pubblicato su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences); la rivista ufficiale dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti ha infatti reso noto l’esito di un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’università californiana di San Diego, secondo cui Facebook, usato con moderazione, allungherebbe la vita.

La ricerca su 12 milioni di californiani dimostrerebbe, infatti, che chi partecipa attivamente sui social network ha il 12 per cento di probabilità in meno di morire entro l’anno di chi non è social. Incrociando i dati di utenti nati tra il 1945 e il 1989 e i registri dei decessi, si è avuta però solo la conferma di una teoria già elaborata nel 1979. All’epoca fu la sociologa Lisa Berkman ad elaborare una tesi secondo cui chi beneficia di un’intensa rete di relazioni sociali ha maggiori speranze di vita. William Hobbs – coordinatore dello studio – insieme alla sua squadra, avrebbero quindi semplicemente verificato che le regole valide quasi quarant’anni fa valgono anche oggi che ognuno di noi può scegliere di poter contare su migliaia di amici, sebbene più virtuali che reali. “Interagire on-line – precisa però Hobbs – appare salutare quando l’attività è moderata e complementare alle interazioni personali”.

Eppure, nel 2008, quando il social di Palo Alto aveva solo quattro anni, il sociologo britannico David Smallwood aveva ipotizzato il pericolo di una sindrome dai risvolti molto diversi. L’esperto in dipendenze, in un articolo pubblicato dal quotidiano britannico “Daily Mail”, aveva infatti parlato di “friendship addiction” ovvero amico-dipendenza. Secondo Smallwood, Facebook avrebbe avuto una forte incidenza sull’insicurezza degli utenti, donne in particolar modo, che non riuscivano a staccarsi dal sito perché la loro autostima cominciava a dipendere dalla capacità di instaurare quante più “amicizie” on-line possibili.

Diversa, ma certamente di parte, la posizione di Mark Zuckerberg. Il Ceo del social in blu, in visita a Roma il 29 agosto scorso, aveva assicurato che il suo social non aveva di certo compromesso l’interazione faccia a faccia, in quanto utilizzato principalmente per tenere i contatti con persone che altrimenti non si potrebbero incontrare fisicamente. “Se pensassi di aver rovinato la comunicazione, cambierei il nostro prodotto. Niente sostituisce l’interazione faccia a faccia, auspicabilmente la realtà virtuale ci andrà vicino – aveva aggiunto Zuckerberg – sullo sfondo vediamo gli aggiornamenti di persone che magari non chiamiamo o non possiamo visitare ma ci fa piacere sapere che facciano; non stiamo rovinando nulla, stiamo estendendo quello che già facciamo”.

Lunga vita a chi ci allunga la vita.

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