Cronaca/Editoriali/Interno/Politica

“Di Boschi e di riviera”: di Marco Travaglio

leopolda(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) Ma che dobbiamo fare con questa Boschi? A noi fa anche un po’ pena. Ed è per compassione che avevamo deciso di lasciarla stare per un po’, partecipi del dolore che deve provare da quando Renzi l’ha brutalmente scaricata, ritenendola una zavorra che fa perdere migliaia di voti al Sì appena apre bocca. L’altra sera, per esempio, è apparsa piuttosto nervosetta a Piazzapulita e ha iniziato a sproloquiare di governatori regionali “eletti con il ballottaggio” – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 06 novembre 2016, dal titolo “Di Boschi e di riviera” . Nessuno, per carità di patria, ha avuto cuore di domandarle: “A Mariae’, machestaiaddì?”. Nelle leggi elettorali delle Regioni, diversamente da quella dei Comuni, il ballottaggio non c’è, a parte la Toscana che dal 2015 lo prevede se nessun candidato raggiunge il 40% al primo turno. Ma nemmeno il governatore toscano Enrico Rossi è stato eletto al ballottaggio, perché lo scorso anno passò subito col 48% dei voti. Dunque non esistono presidenti di Regione eletti al ballottaggio. Avevamo deciso di sorvolare sull’ennesimo svarione della cosiddetta ministra delle Riforme, al pensiero che Maria Etruria Incoronata ha già tanti guai per conto suo, senza contare quelli di famiglia. Ma ieri l’ingrata ci ha provocato, profittando dello spazietto che incautamente Renzi le ha riservato alla Leopolda, dove inizialmente non voleva farla parlare per evitare guai peggiori, salvo poi cedere per evitare i soliti capricci e piazzate. La tapina, in evidente stato confusionale, ha trasmesso un video del sottoscritto, commentando spiritosa: “E così anche Travaglio è stato alla Leopolda…”. Le pazze risate. Poi, per precauzione, ha preferito non replicare personalmente all’interlocutore assente, vedi mai che le scappasse detta qualche altra scemenza. E ha dato la parola a un professore, Cesare Pinelli, noto temerario: infatti, non contento di sedere accanto a una Boschi, si è avventurato in una dotta spiegazione del perché il Senato “riformato” dalla tapina non sarebbe un’assemblea di nominati. Mission impossible: nella Costituzione made in Boschi&Verdini i senatori non sono più eletti dai cittadini, ma nominati in parte (5) dal capo dello Stato e in parte (95) dai Consigli regionali fra consiglieri e sindaci (art. 57: “I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori…”). Mentre l’illustre cattedratico smentiva la “riforma” Boschi, si sperava che l’autrice smentisse lui rivendicando l’idea geniale dei senatori nominati. Invece non l’ha fatto: forse perché se ne vergogna, forse perché non ha neppure letto la “riforma” che dice di avere scritto. Infatti ha citato una legge elettorale che esiste solo nella sua fertile fantasia.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...