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Lo strano accordo Renzi-Amazon sui giovani

L’app per il bonus di 500 euro e il conflitto d’interessi dell’ex manager

amazon( ilgiornale.it) – Roma – «Diego Piacentini contribuirà a rivoluzionare la pubblica amministrazione» e «ci aiuterà ad attuare questo percorso in due anni senza compenso, gratuitamente».

Il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ieri alla Leopolda ha rimarcato l’importanza che per il governo ricopre l’ex (in aspettativa per due anni) manager di Amazon chiamato nei mesi scorsi a ricoprire il ruolo di commissario straordinario per l’Agenda digitale. Carica gratuita, nessun rimborso spese, un gesto di riconoscenza verso il Paese che educato e formato questo esperto di marketing digitale che ha lavorato prima in Apple e poi per sedici anni proprio nel gigante dell’e-commerce.

Eppure, a ben guardare, qualche sospetto di potenziale conflitto di interessi in questi ultimi giorni è tornato in auge. Proprio la società per la quale ha lavorato (e ritornerà a lavorare Piacentini) è stata tra le prime a creare un sito dedicato – http://www.bonus18.it – con il quale convertire il bonus da 500 euro, devoluto ai diciottenni per la formazione e la cultura dal governo Renzi, in buoni sconto per fare shopping «educativo» su Amazon. E chi è che ha creato 18app.it, l’applicazione per accedere al bonus? Piacentini. Chi ha messo a punto (dopo una partenza sofferta) l’infrastruttura per l’identità digitale Spid sulla quale i giovani devono registrarsi per accedere a 18app? Sempre Piacentini. Chi è stato tra i primi a dotarsi di un’infrastruttura digitale per usare il bonus? Amazon.

Gli acquisti digitali dei diciottenni possono creare un incremento di fatturato e Amazon ha scelto di approfittarne, come prima o dopo hanno fatto e faranno altri. Piacentini ha le sue 84mila azioni Amazon (che valgono circa 58 milioni di euro) vincolate per tutto il periodo del suo incarico. Dunque anche se l’Italia e i suoi bonus ne producessero un’impennata non potrebbe prenderne profitto. Ma, comunque, si tratta di una coincidenza non proprio simpaticissima. Soprattutto dopo che lo scorso agosto l’agenzia Public Policy aveva messo in evidenza che il decreto attuativo del Codice dell’amministrazione digitale (che precedette di poco la nomina di Piacentini) non conteneva nessun riferimento alla legge Frattini sul conflitto di interessi. Allo stesso modo, veniva bypassata l’«incompatibilità temporanea», cioè i 12 mesi che devono intercorrere tra un incarico pubblico e uno in una società privata che svolga attività attinenti il ruolo precedentemente ricoperto. «Per molto meno abbiamo messo Berlusconi in croce per vent’anni», ebbe a dichiarare il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd). La tempestività di Amazon nell’ampliare con un sito dedicato la propria offerta commerciale ai diciottenni, pertanto, non può non sorprendere. Certo, nell’economia digitale le trasformazioni avvengono velocemente. Troppo velocemente.

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