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Le “perle” di Marco Travaglio

travaglio(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Un giorno da ciaone. “Ci sono leoni da tastiera che si credono bravi a scrivere, ma poi quando c’è da guardarti negli occhi non hanno il coraggio e abbassano lo sguardo. Ogni riferimento a Travaglio è puramente cercato” (Matteo Renzi, Pd, presidente del Consiglio, 6.11). Ehi, ciccio, ricordi quando ti ho detto, guardandoti in faccia a Otto e mezzo, che sei un bugiardo e solo per questo te ne dovresti andare? O hai rimosso tutto? Cùrati la memoria e il fegato, se puoi.

Telemachi? “Ho rubato a Recalcati la metafora di Telemaco ma lo avevo avvertito. Lo dico perché altrimenti domani il Fatto Quotidiano scrive: ‘Renzi apre al furto autorizzato’” (Renzi, 6.11). Solo che tu non sei il figlio di Ulisse, ma più modestamente di Tiziano.

Fiscal Madrid. “Il nostro governo è il Real Madrid della lotta all’evasione fiscale”(Renzi, 15.10). Infatti, quattro giorni dopo, il Real Madrid ha pareggiato contro il Legia Varsavia.

Il futuro è adesso. “Ormai la Leopolda è vecchia, noi siamo oltre la Leopolda. Siamo già nel futuro, come Cristoforo Colombo siamo arrivati al nuovo mondo. Con la vittoria del Sì al referendum attueremo quella che è stata la profezia del compianto statista Bettino Craxi. Che, come Matteo Renzi, è socialista” (Lucio Barani, craxiano e verdiniano, capogruppo di Ala al Senato, http://www.ilfattoquotidiano.it , 6.11). E, si sa, tra statisti ci si intende.

Un sincero democratico. “Con la legge elettorale attuale i grillini avrebbero la quasi certezza di vincere il ballottaggio ed anche di essere decisivi per la vittoria del No referendario… Ma un grillino a Palazzo Chigi possiamo immaginare come si comporterebbe?… In queste condizioni e in queste prospettive Renzi ha non solo la facoltà, ma l’obbligo di fare proprie le conclusioni del comitato da lui nominato… (che) propone l’abolizione del ballottaggio” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 6.11). Ma non si esclude di abolire direttamente le elezioni.

L’ideona. “I sondaggi preoccupano e Renzi prepara la svolta per convincere gli indecisi” (La Stampa, 6.11). Abolire anche i sondaggi.

Sancho Panza. “È una Leopolda ‘pancia a terra’” (la Repubblica-Firenze, 5.11). La terra l’ha trovata lì, la pancia l’ha portata lui.

Warslurp. “Abito nero, un filo di trucco, Agnese Renzi ha elargito ai cronisti solo sorrisi. Come d’abitudine, mai una parola di troppo, una dichiarazione fuori posto, un lamento che sarebbe stato meglio evitare. Dalle parti di Renzi lo hanno notato: Agnese funziona. Funziona la sua aria da giovane donna normale, da insegnante per anni precaria, mamma di tre bambini. Funziona la sua immagine: una come tante, una sorella, una figlia. Un’immagine pulita e ‘comune’ che, hanno valutato nella war room del premier, può rivelarsi preziosa in campagna elettorale” (Francesca Schianchi, La Stampa, 6.11). E noi lì, fuori dalla war room, invidiosi marci, ad aspettare la collega per saperne di più.

Cupirla. “Abbiamo ottenuto quel che volevamo” (Gianni Cuperlo, deputato Pd, la Repubblica, 6.11). Un selfie con la Boschi e poi l’ennesima fregatura. Sono grosse soddisfazioni.

No retrattile. “Berlusconi per il No. ‘Mi spendo solo a vittoria certa’” (la Repubblica, 1.11). Grande comizio il 5 dicembre mattina.

Test di cavolo. “In aula alcuni senatori dell’opposizione mi sembrano fatti di cocaina, dovreste vederli, hanno degli sbalzi umorali francamente singolari. Tutti dovrebbero fare i test antidroga” (Maurizio Gasparri, FI, vicepresidente del Senato, La Zanzara, Radio 24, 28.10). Lui invece è così al naturale.

Le Grandi Riforme. “Sarò breve e allo stesso modo circonciso…”(Antonello Aurigemma, FI, consigliere regionale del Lazio, 23.9). Il bello è che, se vince il Sì, questo diventa senatore.

Nuoto sincronizzato.“Diktat alla Graziano di Bari: ‘Fate i bisogni assieme’. L’azienda impone orari fissi agli operai” (la Repubblica, 6.11). Tutti prontiiiii? Viaaaaa!

 

Alla Leopolda chissà come riesce ad entrare uno dei manifestanti del No scappato dagli scontri di piazza con la polizia. Ed aggredisce subito il sindaco di Firenze, Dario Nardella, sostenendo che proprio lui avrebbe dato l’ordine di manganellare i manifestanti che volevano avvicinarsi alla Leopolda. Coraggioso, perché è solo fra migliaia di renziani. Nardella in ogni caso si allontana subito, e in due secondi i poliziotti prendono il contestatore e gli danno il benservito.

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