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“Vogliamo i caschi blu”: di Marco Travaglio

referendum(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) Ieri il Fatto ha pubblicato un documento ufficiale e inedito che avanza seri dubbi sulla regolarità delle ultime elezioni politiche del 2013 e dell’imminente referendum costituzionale. L’autore non è un complottista malato di dietrologia: è l’ambasciatrice Cristina Ravaglia, direttore generale della Farnesina per gli italiani all’estero. All’indomani delle Politiche del 2013, madri dell’attuale Parlamento che sorregge il governo Renzi, ha rieletto Napolitano e poi eletto Mattarella, la Ravaglia scrisse una lettera a tre destinatari: il ministero degli Esteri, il Quirinale e Palazzo Chigi – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 12 novembre 2016, dal titolo “Vogliamo i caschi blu” –. La missiva, come rivela il nostro Carlo Tecce, denuncia “gli effetti potenzialmente distorsivi” di un sistema elettorale “totalmente inadeguato, se non contrario ai principi costituzionali che sanciscono il voto personale, segreto e libero”: quello previsto dalla legge Tremaglia 2001 che fa votare i nostri emigranti per corrispondenza.

“Come principale responsabile delle operazioni elettorali all’estero – spiega la Ravaglia – mi corre l’obbligo di richiamare l’attenzione, nel superiore interesse dello Stato e della tutela di un diritto fondamentale, su modalità di attuazione che, ancora una volta, si sono dimostrate, alla prova dei fatti, tali da mettere a rischio… un ordinato svolgimento del voto… Quello per corrispondenza è soggetto, come evidente, a una serie di variabili e incertezze (quali l’affidamento ai sistemi postali locali, il pericolo di furti, incette, pressioni, compravendite, sostituzioni del votante, ma non solo)”. Per esempio l’abnorme percentuale di schede nulle (10%) e l’affluenza inspiegabilmente bassa (32%), che fanno sospettare l’annullamento o la cancellazione di schede sgradite a chi controlla le operazioni di voto: cioè il governo del momento, tramite il Viminale. Scena che – la funzionaria non poteva ancora saperlo – s’è ripetuta lo scorso aprile al referendum sulle trivelle: 8,6% di schede nulle (dato assurdo, visto che si trattava semplicemente di barrare il Sì o il No, infatti in Italia le nulle furono appena lo 0,68%) e 20% di affluenza.

Al posto del capo dello Stato, del premier e del ministro degli Esteri, se ricevessimo un allarme tanto grave, faremmo un balzo sulla sedia, disporremmo un’indagine amministrativa, invieremmo un esposto in Procura per gli eventuali reati e prepareremmo a un decreto per correggere le pesanti distorsioni che mettono a repentaglio il fondamento della democrazia parlamentare. Invece che han fatto in tre anni Napolitano e Mattarella, Monti e Terzi, Letta e Bonino, Renzi, Mogherini e Gentiloni? Niente, nada, zero. E così il mese prossimo le sorti della nostra Costituzione saranno decise dai 4 milioni di italiani all’estero con lo stesso sistema “potenzialmente distorsivo” e “totalmente inadeguato, se non contrario ai principi costituzionali che sanciscono che il voto sia personale, segreto e libero”…(continua)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

2 thoughts on ““Vogliamo i caschi blu”: di Marco Travaglio

  1. La nota dell’ambasciatore mostra con precisione molto dettagliata cosa può accadere una volta spedite le schede . Appare molto facile operare ogni sorta di manipolazione e quasi impossibile monitorare e controllare tutto ciò che succede durante il percorso .
    L’evidenza è folgorante .

  2. voi dite i principi costituzionali sanciscono il voto libero e segreto. sarà!! però non fanno
    sì che il voto sia anonimo ed irriconoscibile : un padre ed i quattro membri della sua famiglia infatti votando per un partito : preferenze 2 – 12 – 15- 18, e figlio 2-13-16-19, e la moglie 2-14-17-20 e così via possono dimostrare di aver votato come richiesto ed
    allo spoglio delle schede poi il controllo è possibile, con miriadi di possibilità date pure
    dal fatto che la croce può esser messa all’angolo sopra sotto destro o sinistro.
    un partito a mestre aveva un centralino computers per questo controllo già 27 anni

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