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“Beati gli americani”: di Marco Travaglio

trump(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) Chi prende sottogamba il referendum costituzionale (“tanto cambia poco”), o ne fa una questione di partito (“io sono del Pd e la riforma è del Pd”), o di persone (“nel fronte del No ci sono anche un sacco di impresentabili”), trascura due o tre cosette. La prima è che questo voto, imponendo un Sì o un No secco alla modifica di 47 articoli della Costituzione (un terzo), spacca in due il Paese e dunque è assolutamente normale che in entrambi i fronti s’incontrino per un giorno compagni di strada che mai andrebbero a cena insieme e neppure si stringerebbero la mano – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 13 novembre 2016, dal titolo “Beati gli americani” –. La seconda è che non si vota su una legge ordinaria, che si può sempre cambiare in pochi giorni a maggioranza semplice, ma su una nuova Costituzione destinata a durare decenni, difficilissima da modificare se non funziona; dunque, se non si ha la certezza che sia perfetta, meglio tenersi l’attuale che, bene o male, ci ha garantito 70 anni di democrazia. La terza è che i pericoli autoritari denunciati da molti giuristi e irrisi da altri non vanno misurati sull’oggi, che tutti conosciamo, ma sul domani, che ci è ignoto: malgrado le sue pulsioni caudillesche, sappiamo tutti che Renzi non ha in mente di instaurare una dittatura. Ciò che non sappiamo è cosa ci riserva l’avvenire in un paese, il nostro, che un secolo fa esportò il fascismo in tutta Europa e non è detto che non ci ricaschi. La domanda da porsi è: siccome siamo dei produttori industriali di mostri, siamo certi che la nuova Carta, incrociata con l’Italicum (che resta la legge elettorale per la Camera e che nessun foglietto firmato da un viceRenzi e da un Cuperlo può garantirci che verrà cestinato), impedirà a uno qualunque di essi di andare al governo e prendere il potere? Basta immaginare che avrebbe combinato un Berlusconi 22 anni fa se, anziché col Mattarellum, avessimo votato con l’Italicum e al posto della Costituzione del 1948 avessimo già avuto quella di Boschi&Verdini: avrebbe fatto i suoi porci comodi con poteri molto più ampi di quelli che già gli erano consentiti. Invece proprio i contrappesi previsti dalla Carta dei nostri padri e dalla legge elettorale lo costrinsero a limitarsi, rendendo conto al Quirinale (almeno sotto Scalfaro e Ciampi), al Parlamento, ai partiti alleati, alla magistratura, alla Consulta, ai referendum, alle autorità indipendenti. Contrappesi che l’incrocio Italicum-nuova Carta assottiglierebbe spaventosamente. Ora milioni di americani spaventati da Trump guardano alla loro Costituzione come a un formidabile scudo contro le mattane del neopresidente…(continua)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

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