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Terremotati, non contate troppo su quelle casette

Vasco Errani nominato Commissario per la ricostruzione in centro Italia(di Franco Bechis – limbeccata.it) – Dopo averle promesse fin dal primo giorno, averle previste prima di Natale, poi entro sette mesi, poi averle fatte slittare perché non si sa quando, le famose casette di legno per i terremotati rischiano di diventare sempre più un miraggio. Lo si è capito bene negli incontri che il commissario alla ricostruzione, Vasco Errani e il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio stanno facendo con le migliaia di sfollati dai paesi messi ko dal primo, dal secondo e dal terzo terremoto.

Le liste degli aventi diritto devono essere cambiate, perché le scosse del 26 e del 30 ottobre hanno reso senza casa e senza possibilità di avere l’agibilità della propria abbandonata altri terremotati sia della zona laziale che di quella marchigiana che non avevano fatto richiesta a settembre e ottobre. Mentre Errani e Curcio valutano le nuove esigenze, cercano insieme alle altre istituzioni coinvolte nel tour (presidenti di Regione e sindaci) di disincentivare il più possibile la richiesta dei prefabbricati in legno.

Primo perché non costerebbero poco (fra 60 e 80 mila euro ciascuna) e sarebbero una soluzione provvisoria. Secondo, perché gli ordini fin qui non sono stati fatti a regola d’arte, le esigenze sono aumentate, e i tempi di consegna ritardati. Si rischia quindi più che di risolvere situazioni, di creare nuovo malcontento fra i terremotati, e soprattutto fra quelli restati senza casa a fine agosto che ormai da mesi viaggiano da nomadi fra un ricovero e l’altro.

Avendo presente le risorse messe a disposizione fin qui dall’esecutivo- che non sono moltissime- comincia ad esserci anche qualche preoccupazione sulla sistemazione attuale per migliaia di terremotati: in 8.500 sono ospitati negli alberghi della costa marchigiana. Loro si trovano benissimo, ma vengono a costare più di mille euro al mese ciascuno visto che oltre a dormire viene loro offerto il pasto. Una spesa assai più alta di quella immaginata quando fu decisa l’offerta del contributo di autonoma sistemazione: 200 euro mensili a persona fino a un massimo di 600 euro per nucleo familiare. Quindi ora si sta pensando di alzare quel contributo un po’ per convincere qualcuno a trovarsi una sistemazione in alloggio e abbandonare gli alberghi.

casettelegnoL’ultimo incontro di Errani è stato con i terremotati di Arquata, e ha lasciato molti a bocca aperta. Il commissario infatti è un politico e per certi versi ha fatto il suo comizio, raccontando cose che alla gente non importavano nulla. “I giornalisti”, ha detto per esempio Errani, “sanno che io non amo l’attenzione dei riflettori. Non la cerco, non è questo il nostro problema”. Poi qualcosina di un po’ più a tema: “Nel decreto abbiamo stabilito un diritto, che il risarcimento al 100% per la prima casa e di quella che chiamiamo seconda casa, ma non è seconda casa, è la vita di Arquata, la sua economia, la sua identità. Questo è garantito, e dato che da un po’ avete cominciato a conoscermi, se dico è garantito, è garantito. Perché io qui non vengo a comprare né a vendere frigoriferi. È chiaro? Non sto facendo il venditore, e non sono alla ricerca del consenso. No, non sono alla ricerca del consenso, tanto che ho detto – a proposito delle casette – che chi non ci abita nelle casette, non le prenda, perché verrà a controllare la finanza. È chiaro? Anche se questo non produrrà applausi”.

Ecco, questo passaggio con l’ipotesi che fra chi aveva davanti ci fosse pure qualche imbroglione, ha dato l’impressione ai più che quelle casette in legno potranno sognarsele. Ma Errani voleva da buon politico parlare di sé, della sua credibilità: “C’è un patto di lealtà, di corrispondenza fra di noi. E se io non rispetto uno di questi patti voi siete autorizzati a dirmi che sono una persona poco seria”. Per fortuna poi si è parlato anche di cose un pizzico più concrete e meno propagandistiche. Errani ha garantito che al 100% verrà ricostruito tutto. Ma ha fatto presente che non sa dove verrà ricostruito: “dovremmo fare una valutazione anche dell’assetto idrogeologico del sistema”. Per la ricostruzione, di cui non sono stati forniti i tempi, Errani ha spiegato la procedura: si dovrà attingere a una lista di professionisti e a una di imprese verificate da Anac e in regola con la certificazione antimafia. Poi bisognerà che “i professionisti facciano un contratto professionale con ciascuno di voi, nel quale deve esserci scritto quando presenterà il progetto all’ufficio della ricostruzione.che li valuterà”. Se ci sarà l’ok “voi dovete portare il progetto in banca. Voi non dovete tirare fuori un euro. Se qualcuno ve lo chiede, segnalatelo ai carabinieri. Portate il vostro progetto alla banca, è la banca pagherà all’impresa gli stati di avanzamento. Solo con lavori fatti”.

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