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Bacino di crisi di Caserta: “La Campania corre verso la scomparsa totale. Partita la sfida del degrado”

received_10211508315652591CASERTA. Sta diventando chiaro agli occhi di tutti i lavoratori  il fallimento totale della  politica. Oggi l’aspetto principale  che della politica ci colpisce  è quello  fondato su  due aspetti che  rabbrividiscono l’onestà e  la purezza della fedina penale, da qui  la riscossa supersonica  attivata  con la carta dell’onesta, ma noi lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> ci domandiamo ma quale onestà? oggi  c’è solo la clientelare  corruzione. Diciamolo subito con franchezza: si tratta solo di un’arma di distrazione  di massa per far sì che televisioni e giornali smettano di parlare della struttura antidemocratica di un partito, di una giunta regionale, ma soprattutto di lei Assessore  Sonia Palmeri che sbandiera ai quattro venti il rilancio della Campania. Bugie solo bugie, oggi  con la scusa dell’onestà escludiamo  chi  non  rispetta più  alcuna regola. Ma consideriamo oggi un po’ più a fondo questa vera e propria ideologia dell’onestà che contraddistingue  questi aspetti che riguardano la vertenza del lavoro in Campania.

Il seguito è un fatto difficilmente confutabile: la tesi dell’Assessore Palmeri,rimane una tesi fasulla. Come fa ad affermare  che gli ammortizzatori sociali sono importanti per l’occupazione. Forse l’Assessore ha dimenticato  che i lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> non hanno più la  mobilità  retroattiva ( sono 1200 lavoratori  che sono da  due anni senza sussidio). Nessuno di questi lavoratori è  incluso   per il  2017 in progetti di ricollocazione. Oggi,  si è abbassata l’asticella, in un mondo in cui determinante è “sopravvivere”, e inizia ad essere chiaro che i problemi di almeno tre generazioni sono strutturali. Assessore Palmeri si rinfreschi  la memoria insieme  a De Luca, cercate  di alzare il sedere e di scendere in campo, noi lavoratori siamo  disgustati  da questo comico teatro della demagogia, vogliamo i fatti. Per risolvere certi problemi ci vuole realismo, ma soprattutto verità  nel leggere il presente e una certa visione globale per costruire il futuro. Noi siamo completamente morti  la  speranza è finita. Un modo oggi particolarmente facile per degradare lei  donna  di potere che decide le sorti del lavoro in Campania, è  concentrarsi sulla vecchiaia del suo corpo, ma soprattutto sulla vecchiaia della sua  mente.  Facile perché oggi in Italia gli uomini e le donne di potere hanno tendenzialmente un’età avanzata: sessanta, settanta, ottant’anni e oltre. Lei che risulta essere giovane, ci colpisce, perché sta dimenticando la vera realtà dei fatti.  Facile perché sono ormai tanti anni (almeno dal 2005) che noi lavoratori  chiamiamo  «zombies», «salme», «morti viventi» i politici, le donne,  e gli uomini di potere con cui  prendersela, per evidenziare che dicono e fanno cose antiquate, superate, ma soprattutto inventate.  E a furia di sentirlo ripetere, ci siamo abituati. Facile perché al tormentone della  politica nazionale  si è aggiunto  quello   regionale  con la rottamazione, altro tormentone  a cui noi lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA>  ci siamo abituati. Perciò se anni fa era una salma Romano Prodi, oggi lo è Giorgio Napolitano,  insieme a  Bassolino,  Caldoro, De Luca, ed  Oddati.  Oggi  lei rimane il nostro <zombies>  preferito da colpire.  Nella  attuale fase di sviluppo lei caro Assessore ha  superato quella  politica che  produceva benessere, lei ha cancellato  il cosiddetto welfare state. In questa precedente fase la politica conservava ancora un margine di autonomia, la presenza in particolare di una forza operaia concentrata, con partiti che nel bene e nel male rappresentavano i suoi valori e i suoi interessi, alimentava la possibilità di un’azione, per dirla schmittianamente “katechontica“, capace cioè di frenare i peggiori spiriti animali del capitalismo.

Questa fase è finita, con la distruzione della Campania. Oggi lei ci  parla di nuove sfide lanciate,  ci viene da ridere, ma allo stesso momento  ci domandiamo ma con quale criterio lei parla di sfide per il lavoro?.  La politica, come strumento di mediazione tra i diversi interessi, diventa forte quando il capitale diventa “totale“, scomparendo  del tutto.  La politica  riduce il lavoro a puro e semplice epifenomeno del suo stesso processo.  Quando è il caso il potere finanziario sostituisce persino i governanti con suoi funzionari o ammette politici, come Renzi, Caldoro,  De Luca, compatibili con le linee guida imposte dai mercati finanziari.  Oggi assistiamo ad un  processo di dissoluzione della politica regionale   cominciato già prima, con Rastelli, anche se qualcosa evidentemente è andato storto, perché oggi ci troviamo nella stessa situazione di allora, senza però avere i partiti di allora.

La grande finanza considera i partiti politici, vecchi o nuovi che siano, come un impiccio, il residuo di una democrazia ormai morente. I cosiddetti corpi intermedi (forze politiche, sindacati eccetera) rallentano le decisioni immediate, veri propri diktat distruggono il lavoro in Campania. Decisioni che devono essere applicate immediatamente e senza discussione. Questo tra l’altro spiega anche la necessità di sostituire Costituzioni come la nostra, ancora legate ad un’epoca in cui la democrazia era considerata il valore politico per eccellenza. In un mondo sempre più dominato dalla finanza, dai grandi poteri, la democrazia ha perso ogni senso, si trasforma in democrazia di facciata. Partiti, sindacati, sono forze frenanti che devono essere delegittimate.

C’è un legame che andrebbe indagato tra sviluppo del capitale finanziario e movimenti “giustizialisti“. Lo scopo è quello di delegittimare i politici, identificati con la casta, e lo Stato sprecone ed inefficiente. Noi del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> condanniamo questi giochetti squallidi.  Oggi questo contesto lo condanniamo in maniera definitiva.  Il giustizialismo si contrappone al ceto politico diffondendo l’idea che partiti e politici siano tutti corrotti e che tutti i nostri guai derivino dalla totale esistenza della „casta“, responsabile di aver creato un enorme debito pubblico.

La sua  politica caro Assessore Palmeri   ormai ha perso ogni significato, si trasforma così in morale, o meglio in  piccolo moralismo, nell’onestà di cui tanto si sciacqua la bocca la sua  giunta regionale: noi lavoratori siamo contro il marcio. L’unica categoria politica che noi esaltiamo  viene presa in prestito dalla giustizia rappresentando   l’onestà. Attraverso l’onestà   che nel  popolo si alimenta un risentimento sterile e impotente che non sposta di una virgola i rapporti sociali dominanti. Così la questione sociale viene trasformata in questione morale e occulta tutti i nodi fondamentali come la disintegrazione sociale, la perdita di sovranità a tutti livelli, la crisi delle istituzioni democratiche.) –  Caro Assessore non faccia discriminazione tra i bacini intervenga   coprendo  tutti i mancati pagamenti della mobilità in deroga dei mesi pregressi  (tanti  i lavoratori senza reddito dal 2015 ).
2 – Bisogna assolutamente assegnare la continuità contributiva che permette agli ex operai di rimanere collegati con i contributi.
3 – Bisogna assolutamente far iniziare al più presto i corsi di formazione retribuiti, ad oggi dopo tanto parlare a vuoto,  non c’è ancora la conoscenza della data di partenza dei corsi di formazione retribuiti,  ma soprattutto garantire il sostegno ai lavoratori.
4 – Bisogna assolutamente affrontare con azioni concrete  il 2017 con programmi di ricollocazione mantenendo fede ai vari accordi di Programma avviando il sostegno alle famiglie dei lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA con la mobilità in deroga fino alla completa rioccupazione.>
Siamo stufi di sentire chiacchiere, siamo stufi della sua buffa  demagogia politica che lei sbandiera sui giornali,  contemporaneamente  attendiamo di conoscere anche l’incontro romano che avverrà  a Roma con il Sottosegretario Franca Biondelli per conoscere le motivazioni scadenti di Poletti sull’esclusione  di Caserta dalle aree di crisi, ma soprattutto vorremmo capire se ci saranno interventi futuri  per Caserta.

La necessità del potere finanziario è quella di soggiogare la politica costringendola a deperire. E la tecnica del controllo sociale si sposa molto bene con l’ideologia giustizialista, tutta focalizzata su un’idea astratta di legalità, come se tutti i problemi fossero risolvibili con la lotta contro l’evasione fiscale e la corruzione, dimenticando che non ci sarà mai giustizia sociale senza investimenti pubblici, senza politiche di sviluppo lavorativo,  deficit spending,   ma soprattutto senza reali piani veri di inserimento dei lavoratori, ma soprattutto senza il recupero della propria sovranità, se lo ricordi Assessore Sonia Palmeri.  È di tutto questo che la nostra regione  avrebbe bisogno per uscire dalla crisi, e invece a cosa stiamo assistendo? Ad un nuovo attivismo del suo mandato che non fa sconti a nessuno, neppure a quei lavoratori  che chiedono solo la sopravvivenza.

BACINO DI CRISI DI CASERTA
D.P.G.

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