Cronaca/Editoriali/Interno/Politica

O si dimette lui, o la politica

vincenzo-de-luca-trump-850905(Piergiorgio Paterlini – espresso.repubblica.it) – Mi verrebbe da scommettere che dopo la debolissima presa di distanza dei vertici Pd dalle frasi di Vincenzo De Luca – presa di distanza avvenuta con ore e ore di ritardo, quando l’indignazione non era più contenibile – dopo questa presa di distanza qualcuno di loro gli abbia telefonato in privato per rassicurarlo: “Non preoccuparti, Vince’, sai, abbiamo dovuto sconfessarti, ma siamo stati costretti a farlo, sai i giornali, sai come vanno queste cose…”.

Non è una illazione maligna.

Perché un minuto dopo quel fuori onda occorreva costringere De Luca alle dimissioni. O, se non altro, provarci. O, se non altro, fare finta.

Anche perché lasciare questa scelta alla coscienza di De Luca medesimo sarebbe come aspettarsi che la pioggia salisse dalla terra verso le nubi.

Nessuno, comunque, è riuscito a pronunciare la parola fatidica, “dimissioni”.

Neppure quando incalzato. Neppure – per citarne uno non a caso – Gianni Cuperlo. Che, in tv, aveva appena dissertato sul linguaggio che è pensiero, “ma allora deve dimettersi?” (domanda rivoltagli per la terza volta in un minuto), risposta: “in qualunque altro Paese per molto meno si sarebbero tratte le conseguenze”, “ma allora deve dimettersi?”, silenzio, trarre le conseguenze sì, dimettersi no, una non-differenza, eppure una insormontabile distanza, altro che, se le parole sono pensiero, se ciò che uno dice e come lo dice indica ciò che pensa.

In qualunque altro Paese ma non da noi.

Per molto meno, ma non qui.

Non da ieri in molti ci chiediamo come possa stare un De Luca nel Pd, nella sinistra, nel centrosinistra. Come possa essere il Governatore di una Regione.

Eppure è lì. E ci starà.

Vincenzo De Luca non solo porta voti (che è quasi banale) ma fa paura. A nemici, amici, e nemici degli amici (sinistra Pd).

Deve fare davvero molto paura a tutti (e di questo non mi meraviglio), se neppure dopo reiterati auguri di morte violenta (non solo alla Bindi) nessuno riesce a pronunciarla, la parola “dimissioni”.

E dire che De Luca è “uomo delle istituzioni”, come ricordano fintamente scandalizzati proprio i suoi pallidi e pavidi critici.

Appunto, uomo delle istituzioni. Di queste istituzioni. L’uomo che i partiti e le istituzioni di oggi si meritano. Visto che è ancora lì. (Ah, scusate, dimenticavo, èstatoelettodallagente. Allora va bene. Tutto a posto. Come non detto).

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...