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“The Yes After”: di Marco Travaglio

renzi-si(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) A furia di sentir evocare catastrofi, cataclismi e apocalissi in caso di vittoria del No, ci siamo scordati di immaginare che cosa potrebbe succedere dal 5 dicembre se vincesse il Sì. Uno scenario da incubo – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 18 novembre 2016, dal titolo “The Yes After” .

Matteo Renzi, cui già oggi non difetta l’autostima, si crederà Napoleone e si comporterà come tale. Anche perché sul capino gli spunterà un qualcosa a metà strada fra la corona e l’aureola.

La Costituzione, già modello di sintesi e chiarezza, diventerà un regolamento condominiale scritto in sumero pieno di rimandi ad articoli, commi, sottocommi, numeri e lettere, in cui nessuno capirà più nulla. Un caos totale che innescherà conflitti di competenze e di attribuzioni fra le varie istituzioni, Camera contro Senato, Parlamento contro Regioni, Stato contro Unione europea, e viceversa, tutte in perenne lite fra loro, a tutto vantaggio dell’uomo solo al comando che, approfittando del casino generale, farà il bello e il cattivo tempo secondo i suoi comodi.

Anzitutto, prima che l’Europa abbia il tempo di scoprire i trucchi e i buchi della sua ultima Finanziaria, indirà immantinente le elezioni anticipate precisando che esse avranno un solo esito possibile. Subito prima, all’uopo, modificherà con decreto urgente l’Italicum in base ai sondaggi. Niente più ballottaggio, per evitare che lo vincano i 5Stelle. E premio di maggioranza non più al primo partito, ma alla prima coalizione. Questa dovrebbe essere formata da Pd più montiani, alfanidi, verdinidi e sinistre genuflesse alla Pisapia. Casomai non dovesse bastare, sarà della partita anche Forza Italia, chiamata a uno sforzo responsabile e collaborativo per scongiurare la vittoria dei terribili populisti (che, com’è noto, sono sempre gli altri).

La nuova Camera sarà così monopolizzata dalle forze responsabili e collaborative, strette intorno a San Matteo salvatore d’Italia, redentore d’Europa e consolatore degli afflitti, che gli voteranno la fiducia ogni volta che Lui la chiederà. In automatico.

Il nuovo Senato, invece, sarà monopolizzato dal Pd grazie ai 15 consigli regionali su 20 controllati dal centrosinistra, che vi spediranno un centinaio fra consiglieri e sindaci inquisiti per salvarli dall’arresto, dalle perquisizioni e dalle intercettazioni. E, non potendogli più votare la fiducia, si accontenteranno di accogliere San Matteo con apposite standing ovation ogni volta che passerà a salutarli.

Il capo dello Stato non dirà una parola, senza che peraltro nessuno noti la differenza…(continua)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

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