Cronaca/Interno/Politica

Renzi ha paura di tornare a giocare a flipper a Rignano e sbraca da coatto

renzi-hannibal-851580(Dino Martirano per Corriere della Sera) – Accozzaglia: «Turba confusa di persone spregevoli…», recita il dizionario della Treccani. E proprio di «accozzaglia» ha (ri)parlato in Basilicata il presidente del Consiglio Matteo Renzi per definire il fronte del No che si oppone alla riforma costituzionale: «In questo referendum vediamo che c’è un’accozzaglia di tutti contro una sola persona. Ci sono Berlusconi e Travaglio insieme, D’Alema e Grillo insieme».

Ma stavolta — a due settimane dal voto del 4 dicembre — il premier ha fatto un passo in più, annunciando che il Pd e il comitato Bastaunsì presto invieranno «a casa degli italiani un depliant» e «tutti quelli che dicono che spendiamo soldi pubblici per farlo li quereliamo…». E tanto per essere ben compreso sul concetto di «accozzaglia», il segretario del Pd ha fatto proiettare nel teatro che lo ospitava le slide del depliant con un collage fotografico: D’Alema, Brunetta, De Mita, Zagrebelsky, Dini, Grillo e Monti messi insieme in una macedonia di volti e di radici politiche.

Dal foglio di propaganda per il Sì, però, manca l’effige di Silvio Berlusconi i cui elettori, nonostante l’endorsement del Cavaliere per il No, sono l’obiettivo di Renzi: «I voti dobbiamo a prenderli a destra….».

Renzi, dunque, ha confermato che imposterà l’ultimo miglio della campagna attaccando la «grande accozzaglia che è la base politica del No» per recuperare i tanti indecisi e disinteressati. Eppure, il depliant si è già trasformato in un caso politico, come la lettera fatta inviare agli italiani residenti all’estero. «Il premier adesso si permette anche di irridere gli esponenti dell’opposizione e del fronte del No, pubblicando i loro volti nell’ultimo opuscolo preparato per inondare le case degli italiani: roba da Ventennio fascista», attacca Renato Brunetta di FI. Che — invocando un intervento del Quirinale — insiste sul finanziamento della mastodontica propaganda postale del Sì: «Chi paga queste letterine? Chi le spedisce? Chi le consegna?».

Matteo Salvini, leader della Lega, è caustico: «Lasciare studiare ai miei figli padri costituenti come Verdini, Boschi e Renzi sarebbe un incubo». L’affondo sull’«accozzaglia del No», fa dire a Gianni Cuperlo (minoranza pd per il Sì) che non bisogna «denigrare il No per conquistare gli indecisi. Il bersaniano Roberto Speranza: «Rivedo l’arroganza del “ciaone” al referendum delle trivelle». Un altro bersaniano, Miguel Gotor (che voterà No), avverte: «Renzi, da premier, offende milioni di italiani, gioca a fare il piccolo De Gaulle…». I grillini sono telegrafici: «Renzi disperato, per votare No basta la sua faccia».

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