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“The Ballington Post”: di Marco Travaglio

boschi-referendum-831954(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) L’ultima genialata di chi non ha ancora capito perché vincono la Brexit e Trump, ma vuol fare lo stesso bella figura, è la “post verità” (in inglese “post truth”). Gli Oxford Dictionaries parlano di “circostanze in cui fatti oggettivi sono meno influenti nel formare l’opinione pubblica rispetto ad appelli emotivi e convinzioni personali” – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 20 novembre 2016, dal titolo “The Ballington Post” . E notano che, coniata dieci anni fa dal blogger David Roberts su un sito ambientalista, l’espressione ha avuto un boom negli ultimi mesi, col referendum britannico e le elezioni americane, con una frequenza del 2mila per cento superiore rispetto al 2015. Come se i primi e unici politici bugiardi fossero The Donald e gli antieuropeisti britannici. Chi lo pensa dovrebbe contare le balle raccontate da Hillary Clinton sui vari scandali suoi e di famiglia, e le “post verità” diffuse a piene mani dagli europeisti anti-Brexit, a suon di profezie catastrofiche che non si sono avverate.

Basta fare un colpo di telefono a noi italiani, immersi nella post verità da almeno 22 anni grazie a Mr B., che ci campò indisturbato dal 1994 al 2011, prima di venire – con comodo – sgamato. Il guaio è che nel frattempo aveva costruito un sistema perfetto, basato sulla menzogna scientifica e sul servilismo sistematico delle classi dirigenti e dell’informazione, che gli è sopravvissuto tale e quale al servizio di altri noti bugiardi: da Napolitano a Renzi. Ora l’Italia, culla e patria della post verità, si sta spaccando in due fra il Sì e il No a una “riforma” costituzionale che, se i cittadini conoscessero la verità, compatterebbe l’intero elettorato in difesa della Costituzione vigente. Nemmeno gli Usa di Trump e il Regno Unito della Brexit avrebbero la minima esitazione a respingere con maggioranze oceaniche una “riforma” che espropria i cittadini del più fondamentale dei diritti fondamentali: quello di eleggere i propri rappresentanti in una delle due Camere. Invece qui la partita è aperta e, comunque finirà il referendum, circa la metà dei votanti correranno alle urne per dire Sì all’esproprio, anzi all’auto-esproprio.

La post verità crea assuefazione, perché alla lunga la gente fa il callo alle bugie e non le nota più. L’altra sera la Boschi ha dichiarato che, se vince il No e il governo se ne va, “finiscono gli 80 euro”. Dev’essersi convinta, la tapina, che il bonus in busta paga per alcune categorie di lavoratori l’abbia messo Renzi di tasca sua. Qualcuno dovrebbe spiegarle che sono soldi pubblici, dirottati dal suo governo da altre poste alla vigilia delle elezioni regionali del 2014 e ampiamente recuperato con aumenti di tasse, tariffe e balzelli vari…(continua)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

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