Cronaca/Interno/Sindacati

Militari a Milano, De Lieto (Li.si.po.): servono pene dure e certe

MILITARI A MILANO. PER COMBATTERE L’ESCALATION DELINQUENZIALE. DE LIETO (LI.SI.PO.), SERVONO PENE DURE E CERTE ED IL RAFFORZAMENTO DELLE FORZE DI POLIZIA.

 

militari-duomo.scale-to-max-width.825xIl Sindaco di Milano, Sala, ha chiesto l’invio di militari a Milano, da utilizzare, affiancandoli alle Forze di Polizia, nell’azione di contrasto all’attività criminale che, negli ultimi tempi, ha subito una vera e propria escalation, dovuta a bande e singoli, appartenenti, sia pure in maniera nettamente minoritaria, al mondo dell’immigrazione, clandestina e non, che unitamente alla criminalità nostrana, sta destando notevole allarme, fra i cittadini milanesi. Questo fenomeno, peraltro, interessa tante altre città italiane, facendo crescere, sempre di più, l’insofferenza di tanti cittadini verso il fenomeno dell’immigrazione caotica e di tutto ciò che vi ruota attorno. Il Ministro Alfano  in un incontro a Milano, ha enfatizzato l’arrivo a Milano, di 150 militari, per rafforzare la lotta al crimine. I militari di rinforzo, dovrebbero comporre pattuglie formate da due militari e da un operatore di Polizia. Nulla da dire per l’impiego dei militari, in quanto tali – ha dichiarato il Presidente Nazionale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.), Antonio de Lieto – ma alcune considerazioni vanno fatte. Ma veramente si può credere che 150 militari a Milano, possano incidere significativamente nella lotta al crimine. I militari, generalmente, com’è giusto, sono impiegati con il “turno in quinta”, che prevede anche il riposo settimanale, a questo bisogna aggiungere, ovviamente, qualche prevedibile assenza per malattia. In sintesi – ha continuato de Lieto – per ogni turno di servizio, i militari impiegati, sarebbero circa 30: che incidenza possono avere nel quadro generale del contrasto alla criminalità? Ci vuole ben altro. Aumentare gli organici delle Forze di Polizia, fortemente ridottisi negli ultimi anni, mezzi ed equipaggiamento all’altezza dell’impiego e strumentazione tecnologica al passo con i progressi fatti nel settore. E’ necessario – ha rimarcato de Lieto – avere il coraggio e la determinazione politica di dare ospitalità solo a “profughi veri “, con pratiche da espletare in centri, appositamente realizzati, con accordi internazionali, vicino alle aree di crisi; espulsioni rapide; pene dure e certe , senza sconti o benefici di qualsiasi tipo .Il “buonismo”  – ha concluso il leader del LI.SI.PO. – a volte, assomiglia al “lassismo” e se così fosse, sarebbe un pessimo segnale sul fronte della “sicurezza” e della “lotta al crimine”.

 

L’ADDETTO STAMPA

Antonio Curci

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