Cronaca/Interno/Politica

Piazza stracolma per Di Battista. E l’esponente del Pd sbotta: “Tutti disoccupati e nullafacenti”

di-battista-teramo-jpg_997313609(di Lilli Mandara – http://notizie.tiscali.it) – Disoccupati e nullafacenti: all’improvviso, grazie alla ex consigliera comunale del Pd di Teramo e presidente dell’Istituto Zooprofilattico Manola Di Pasquale, l’Abruzzo scopre che essere disoccupati e di conseguenza nullafacenti è una colpa. E non fa niente che magari le politiche industriali della Regione, governata dal centrosinistra e quindi dallo schieramento della Di Pasquale (lo stesso che l’ha voluta al vertice dello Zooprofilattico), ha una politica industriale che secondo la Uil fa acqua da tutte le parti, e che mentre in Italia gli occupati aumentano, sia pure poco e male (nella fascia d’età 50-64 a causa delle distorsioni prodotte dalla legge Fornero sulle pensioni), in Abruzzo scendono:  primo trimestre 2016 rispetto al primo trimestre 2015: +1,1 Italia, +0,9 Sud, -2,6 Abruzzo, un dato che da una parte accentua la divergenza tra Nord e Sud e dall’altra assottiglia il vantaggio dell’Abruzzo rispetto al resto delle regioni del Sud.

Non fa niente. “Lì c’erano tutti disoccupati e nullafacenti”, lo dice in termini spregiativi la presidentessa in un commento su Facebook parlando della piazza Martiri di Teramo stracolma che ha accolto il parlamentare pentastellato Alessandro Di Battista alla sua settantesima tappa del tour di “Iodicono”. Con lui c’erano tutti i portavoce regionali e i deputati abruzzesi, impegnati da mesi nella campagna contro il Sì alla riforma costituzionale.
Insomma, piazza gremita: un dato che fa discutere e procura fastidio alla Di Pasquale, che si affretta a replicare a un sostenitore dei Cinquestelle così: “Non farti abbagliare dai fari che puntano. Erano tutti disoccupati e nullafacenti”.

Si scatena un apriti cielo: essere disoccupati è un disvalore, una colpa, un’accusa? E nullatenenti pure? E poi chi l’ha detto che c’erano solo loro?
Un passo falso ma così falso (soprattutto da parte di chi come la Di Pasquale è titolare di una nomina politica ben remunerata, che all’epoca ha scatenato un mare di polemiche a causa dell’incompatibilità con la poltrona di consigliere comunale, poi esclusa dall’Anac), che dopo poco lei fa dietro front e cancella il post.  Si pente, la Di Pasquale, ma il danno è fatto: “Cancello il post perché può sembrare irrispettoso del popolo che segue il movimento 5 stelle”. Soltanto?  No, è molto di più. E’ irrispettoso di una condizione in cui versa una buona parte dell’Abruzzo, è il segno del distacco profondo e abissale tra la classe politica e la gente. Il post viene cancellato, la ferita (e la polemica) restano.

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