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Bacino di crisi di Caserta: lettera aperta al Presidente della Giunta Campania Vincenzo De Luca

regione-campaniaCASERTA – LETTERA APERTA Al Presidente della Giunta Campania Vincenzo De Luca
Egregio Presidente Vincenzo  De Luca ci rivolgiamo a lei,  alla sua giunta, ma soprattutto  a tutti  i consiglieri  regionali  della regione Campania. Oggi  le scriviamo  un appello drammatico, affinché  si riesca in tempi brevi e prima della tornata elettorale referendaria,ad organizzare un tavolo tecnico per la questione critica che riguarda il lavoro nella provincia di Caserta.  Noi ex lavoratori del “BACINO DI CRISI DI CASERTA”  ci attendiamo di veder finalmente le azioni avviate dalla sua giunta, chiediamo però che non ci siano discriminazioni per noi lavoratori. Lei, pur non nascondendo le difficoltà della situazione lavorativa in <Terra di Lavoro> dichiarò in campagna elettorale di assumere tra le sue priorità politiche e governative, un <piano di interventi rapidi>  finalizzati a restituire dignità e rilevanza a noi lavoratori del “BACINO DI CRISI DI CASERTA”. Oggi  la nostra  platea rappresenta  circa un numero di  1200-1300 ex lavoratori  con le  nostre famiglie. Oggi   con la mancanza di sostegno vengono a cadere tutti i principi etici di una famiglia, ma soprattutto finiscono i valori umani.  Le chiediamo una soluzione per trovare un significativo rimedio, una prospettiva, ma soprattutto un percorso da intraprendere, non può la sua giunta regionale essere ostaggio di un scandaloso decreto governativo, non si può morire per colpa del “Decreto Poletti”. Oggi  ci troviamo ad affrontare l’ennesimo < Santo Natale>  pieno di tristezza perché privi di alcun sostegno ed ammortizzatore sociale da circa 2 anni. Vi chiediamo con la massima urgenza una riunione, al fine di poter mettere in piedi un percorso costruttivo per le  nostre famiglie,concedendo loro gli ammortizzatori sociali che da troppo tempo ci vengono negati.  Ci auguriamo che lei possa ascoltare le nostre problematiche, non faccia di questa lettera una scandalosa demagogia politica, con questa lettera noi lavoratori vogliamo  riprendere un dialogo interrotto con le istituzioni politiche, viste le riforme e gli accordi in   termini di ammortizzatori sociali, fatti negli ultimi giorni. Ci auguriamo, che si  possa cogliere l’occasione, per un rapido e proficuo risultato, senza il quale, il già crescente malcontento di queste famiglie, potrebbe non ricadere  ai fini del risultato referendario. Si ricordi che il lavoratore prima di ogni cosa è considerato un essere vivente  con i propri diritti universali, culturali, sociali, ma soprattutto umani.  Chiudiamo la lettera dicendo ad alta voce che la cultura può essere viva se c’è lavoro.

BACINO DI CRISI DI 8

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