Cronaca/Editoriali/Interno/Politica

Ecco perché Grillo ha già vinto, comunque vada il referendum

grillo(di Francesco Cancellato – linkiesta.it) – Quelli del fronte del Sì sono «i serial killer della vita dei nostri figli». E ancora: «Qui siamo oltre, perché se ci fosse una dittatura, un Pinochet (…) uno si organizzerebbe, andrebbe in clandestinità, farebbe delle cose». E ancora:«Renzi ha una paura fottuta del voto del 4 dicembre. Si comporta come una scrofa ferita che attacca chiunque veda».

Parole e musica di Beppe Grillo, in un uno-due sul suo blog tra il 21 e il 22 novembre, che alza il livello dello scontro sul referendum, polarizza gli elettorati, mobilita i duri e scalda i tiepidi. E che, soprattutto, riempie le prime pagine dei giornali. Missione compiuta. Perché se siete tra quelli che pensano che questa doppia sortita sia solo finalizzata a coprire lo scandalo delle firme false, che ha coinvolto il Movimento in Sicilia, siete fuori strada.

Lo scopo di Grillo è soprattutto quello di cementare nella testa degli elettori che l’eventuale vittoria dei No è una sua vittoria. Non della minoranza del Partito Democratico. E nemmeno di Berlusconi che in questi ultimi giorni sta provando a mettere il cappello sulla possibile sconfitta di Renzi per arrivare a una legge elettorale proporzionale che gli consenta di tornare a governare col Partito Democratico in grande coalizione. Per farlo, gli bastano due battute. E le risposte dell’onnipresente Renzi non fanno che amplificarle, facendole rimbalzare ovunque.

Lo scontro all’arma bianca tra il premier e il comico, in fondo, conviene a entrambi. A Renzi, che in questo modo può dimostrare ai dissidenti del suo partito e agli elettori di centro destra che è illusorio pensare che una sua sconfitta al referendum non schiuda le porte a un governo a Cinque Stelle. A Grillo e al Movimento, che si legittima come l’unica e credibile polarità anti-renziana.

Non è difficile immaginare lo scenario che hanno in testa entrambi per un voto politico che mai come oggi sembra vicino, comunque vada il referendum. In fondo, non è il canovaccio delle prossime settimane. Grillo (o chi per lui) in testa al popolo degli anti-renziani, Renzi in testa al popolo degli anti-grillini.

Oggi questo pattern sembra favorevole a Renzi: più Grillo alza i toni, più è facile che i moderati caschino tra le braccia del premier. Domani chissà. Lo spirito del tempo, cui il comico genovese è straordinariamente connesso e di cui il Movimento è figlio prediletto, soffia forte. Il tempo di Tina – acronimo di There Is No Alternative, non c’è alternativa – è definitivamente andato in soffitta con l’elezione di Trump. E la luna di miele tra Wall Street e il neo presidente – lontano parente dell’agitatore populista della campagna elettorale – è lì a dimostrare che ormai nessuno fa più lo schizzinoso.

Se qualcuno pensa che la sconfitta di Renzi porti a qualcosa di diverso dai Cinque Stelle a Palazzo Chigi è un illuso. Se Renzi pensa che questa sia la partita della vita, non ha idea di cosa lo aspetta dopo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...