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Mara Carfagna, approvata mozione: “La violenza sulle donne fa più vittime della mafia”

mara_carfagna-1“Contro la violenza sulle donne tutti devono fare la loro parte: la magistratura, che  ha il dovere di applicare con il massimo della severità e del rigore gli strumenti che il legislatore le fornisce, il governo nazionale, che in due anni e mezzo non ha fatto nulla arretrando pericolosamente e il Comune di Napoli, che non riesce a programmare adeguatamente e che ha approvato con otto mesi di ritardo il bando per i poli antiviolenza”. Così Mara Carfagna, deputato e consigliere comunale a Napoli di Forza Italia promotrice, insieme con Valeria Valente e Alessia Quaglietta, di una mozione (sottoscritta da opposizione e maggioranza) a sostegno delle donne vittime di violenza e approvata all’unanimità nell’odierna seduta consiliare monotematica (TESTO IN ALLEGATO). “Non ci possiamo permettere disattenzioni e retorica – ha sottolineato Carfagna durante il suo intervento in aula – I numeri parlano di un eccidio, di una carneficina, che fa più vittime della mafia. Nel mondo una donna su 3 ha subito violenza fisica o sessuale, in Italia sono 7 milioni: 138 quelle uccise solo nel 2015 e i dati parziali del 2016 vanno in questa direzione. Dal 2009, anno di approvazione della legge sullo stalking, ogni anno sono 10mila le donne che denunciano i loro persecutori e i loro molestatori. Non si può dunque abbassare la guardia. La magistratura che fa un lavoro prezioso ma ha il dovere di applicare con il massimo della severità e del rigore gli strumenti che il legislatore le fornisce. E’ sbagliato, poi, interrompere un percorso che aveva portato la violenza contro le donne ad essere una priorità assoluta del governo: si guardi alla legge sullo stalking, al decreto sul femminicidio, al recepimento della convenzione di Istanbul. A livello nazionale ci siamo trovati di fronte purtroppo a due anni e mezzo di inerzia, immobilismo, silenzi. In tutto questo tempo le tante donne che fanno i conti ogni giorno con violenze, abusi e discriminazioni non hanno avuto un interlocutore mentre tanti centri antiviolenza hanno chiuso i battenti da Nord a Sud oppure hanno ridotto le loro attività sopravvivendo solo grazie alle attività di volontariato. Si voleva persino abolire la carcerazione preventiva per il reato di stalking, rischio scongiurato solo grazie a un mio emendamento alla Camera”. “Anche a Napoli – aggiunge Carfagna – si può e si deve fare di più, anche sul piano della programmazione. Casa Fiorinda è l’unica casa rifugio per donne vittime di violenza: ebbene è stata chiusa e poi riaperta e ciò non sarebbe dovuto accadere. Nell’ambito del piano nazionale antiviolenza stanziammo fondi mirati, che sono giunti anche al Comune di Napoli attraverso il progetto “Il passo delle donne” per potenziare, tra l’altro, i servizi offerti da Casa Fiorinda. Sarebbe utile capire che fine hanno fatto quei soldi e se sono stati davvero impiegati per questi scopi. Nel gennaio 2014 la Regione ha invece stanziato 600mila euro per i poli antiviolenza, stabilendo le linee di azione con il decreto 160 del 2015 ma il bando del Comune è arrivato otto mesi dopo. Così solo due dei cinque poli hanno ricevuto i fondi mentre gli altri resistono solo sulla base del volontariato. La battaglia per il contrasto alla violenza non può subire battute d’arresto anche per non indebolire la percezione di sicurezza che le istituzioni hanno il dovere di trasmettere alle donne”.

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