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“Sì ride di gusto”: di Marco Travaglio

Renzi,edilizia scuola fuori patto,Ue ci piace se gioca sfida(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) Al netto delle balle, degli insulti, delle minacce, dei ricatti, dei voti comprati e delle molestie postali, questa campagna elettorale verrà ricordata come un periodo di irresistibile svago. Apprendiamo da La Stampa che il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, ex Sel, “ha annunciato che non aderirà a Sinistra Italiana e con Giuliano Pisapia (ex Sel anche lui, ndr) ha inaugurato, sul referendum, una posizione inedita: non dicono cosa voteranno, ma annunciano cosa non voteranno – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 24 novembre 2016, dal titolo “Sì ride di gusto. E naturalmente, guarda un po’, non voteranno No”. Non è meraviglioso? Siccome non sanno come va il referendum, si tengono buono Renzi, ma anche chi eventualmente verrà dopo: dunque dicono no al No, ma non dicono Sì. Dovesse vincere il No, potranno sempre dire di essersi astenuti oppure – se si dovesse scoprire che hanno votato – di aver annullato la scheda scrivendo un bel Ni, o Boh. Il giovane banchiere Giuseppe Guzzetti (ha solo 82 anni), già presidente Dc della Regione Lombardia, senatore, presidente della Fondazione Cariplo e ora dell’Associazione fondazioni e casse di risparmio, siccome il No è la Casta, ha deciso di votare Sì. Non senza un lacerante tormento interiore: “Ci può essere una situazione di incertezza dopo il voto in caso di esito negativo che può avere grosse conseguenze sulla nostra economia e sul sistema bancario. Per questo, voterò Sì”. Il nesso causale fra il nuovo Senato e lo stato pietoso di alcune banche sfugge ai più, visto che non c’è una sola sillaba, nei 47 articoli della “riforma”, che riguardi il credito. Ma il giovanotto ipotizza una “situazione di incertezza”casomai la Costituzione restasse quella che è, cioè nello stato di massima certezza immaginabile: dunque lo zuzzurellone vota Sì. S’intende che, se fallirà una banca, la colpa non sarà dei banchieri che l’hanno così bene amministrata, compresi alcuni augusti membri della sua Associazione, ma del perfido popolo italiano. Urge azione di responsabilità contro gli elettori. Alla periferia di Roma c’è una scuola elementare e media molto fortunata. Non perché sia intitolata all’incolpevole Pablo Neruda. Ma perché è stata scelta dal Caro Lider per celebrare la prima Giornata per la sicurezza nelle scuole. Lì gli incolpevoli scolari hanno dovuto inscenare una festosa cerimonia in onore degli artefici massimi della Buona Scuola: Matteo Renzi e Stefania Giannini, seduti nei banchi in prima fila accanto all’ad di Cassa depositi e prestiti e al presidente della Banca europea per gli investimenti.

Ps. Ci sarebbe poi l’impareggiabile servizio (ovviamente di lingua) trasmesso da Politics, il programma-samizdat di Rai3 con Gianluca Semprini (o Sempronio, non è ben chiaro), su un malato di cancro costretto dalla Costituzione a emigrare dalla Puglia in Lombardia per essere curato, cosa che –ha spiegato la ministra Boschi in un aspro confronto col neobaffuto conduttore – non accadrebbe mai più se vincesse il Sì, fermo restando (ci mancherebbe) che lei non strumentalizza le malattie per bieche finalità elettorali: non sarebbe da lei. Ma per fortuna nessuno ha visto niente: martedì Politics, pur ravvivato dalla verve sepolcrale di Claudio Cerasa, ha stabilito il nuovo record negativo di tutti i tempi per un talk Rai: il 2,1% di share. Le esequie si terranno dopo il referendum in un luogo abbastanza capiente per contenere tutti i telespettatori in gramaglie: una cabina telefonica.

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