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“Emorroidi? BastaunSì”: di Marco Travaglio

lorenzin_porta_a_porta1(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) Siccome l’imperativo categorico è “parlare solo del merito della riforma”, il governo e i suoi amichetti parlano di tutto fuorché del merito. Hanno persino riesumato l’inchiesta sull’assessore di Roma Paola Muraro, indagata per un presunto reato ambientale oblazionabile con 600 euro, per annunciare mirabolanti quanto inesistenti novità e sorprese (“verrà interrogata entro Natale”, annunciano le prime pagine delle gazzette, che avevano già annunciato l’epocale interrogatorio entro luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre) – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 25 novembre 2016, dal titolo “Emorroidi? BastaunSì–. Come se l’inchiesta su un assessore comunale, foss’anche colpevole di non aver controllato i quantitativi di rifiuti nel leggendario impianto di Rocca Cencia, c’entrasse qualcosa col referendum sulla Costituzione. E potesse pareggiare il clientelismo sbandierato e santificato dal ras della Campania Vincenzo De Luca per comprare i Sì un tanto al chilo.

C’è poi il caso, grave di per sé, a prescindere dai rilievi penali, delle firme ricopiate a Palermo da alcuni dementi a 5Stelle per sanare un errore di residenza nel 2012 alle elezioni comunali che non portarono in Consiglio nemmeno un M5S. Chiunque abbia partecipato o assistito in silenzio al plateale tarocco dev’essere espulso se le sue responsabilità sono confessate o dimostrate da elementi oggettivi; oppure sospeso se è indagato, in attesa che la magistratura ne accerti le responsabilità. Il che vale anche per l’indagine, ancora in fase embrionale, su fatti simili ipotizzati a Bologna. Solo così i 5Stelle confermeranno la loro sbandierata diversità: che non è un fatto genetico (nessun partito o movimento può garantire che tutti i suoi esponenti siano dei santi), ma di regole (tutti i partiti e i movimenti possono liberarsi di chi si comporta male). E su questo i 5Stelle, se vogliono, hanno ampi margini di diversità, visto che destra e sinistra – ora scatenate contro il M5S – sulle firme false hanno costruito liste comunali, provinciali, regionali e nazionali (il presidente Pd della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi, ha patteggiato 6 mesi di reclusione per falso in atto pubblico ed è felicemente al suo posto). Quindi non hanno nulla da insegnare a nessuno. Il che non vuol dire che i 5Stelle non debbano allontanare subito chiunque risulti aver violato la legge, anche se non ha patteggiato o non è stato condannato. Se non lo fanno, gli altri non potranno dire “siamo meglio di voi”, ma almeno “siete come noi”. O, alla Totò, “malcostume, mezzo gaudio”.

Ma c’è anche un altro modo di fare propaganda a prescindere dal merito…(continua)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi

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