Cronaca/Interno/Politica

Renzi è un bambolino imbambolato davanti a De Luca

de-luca-pizza-853705(Carlo Tarallo per La Verità) – Soldi, soldi, soldi. Assunzioni, nomine, appalti.

La sanità è il business statale di gran lunga più appetitoso, ed è anche la fonte primaria di sprechi, inefficienze, clientele. Quelle clientele che il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha evocato nel corso del famigerato incontro con i sindaci finito al centro di una bufera di polemiche. Il governatore -sceriffo ha incassato un’ altra vittoria: la norma che permetterà ai presidenti delle Regioni, con il settore della sanità commissariato, di diventare loro stessi commissari, è stata approvata.

E così De Luca si avvia ad essere il commissario di se stesso, come è capitato del resto anche al suo predecessore, Stefano Caldoro, prima che l’ anno scorso la norma cambiasse vietando questa sovrapposizione di cariche, per evitare che i governatori di Regioni in deficit, per evitare un bagno di sangue di consensi, non tagliassero le spese.

STRATEGIA

Ma Matteo Renzi ha capito che le ultime chance di vittoria del Sì il prossimo 4 dicembre consistono in una grande rimonta al Sud.

Quel Sud che il governo ha completamente abbandonato a se stesso e che è una polveriera di rabbia e delusione, e che secondo tutti i sondaggi ha voltato completamente le spalle al presidente del Consiglio. Come tentare di ribaltare questa situazione? A chi affidarsi? Ovviamente a Vincenzo De Luca. Quale carburante inserire nel motore della macchina da voti rappresentata dall’ ex sindaco di Salerno? Soldi, soldi, soldi. E potere. E così è stato.

Sono passate poche settimane dalla pioggia di milioni, ben 600, che Renzi ha fatto piovere sull’ Eav, indebitatissima azienda regio nale dei trasporti, ed ecco un altro colpaccio messo a segno dalla premiata ditta Matteo & Vincenzo. De Luca, da commissario alla sanità con il bilancio ormai risanato, avrà nelle sue mani il potere assoluto. Il nuovo piano ospedaliero campano prevede la bellezza di 5.000 assunzioni. De Luca chiede, Renzi esegue.

E Luca Lotti, potentissimo braccio destro del premier, si precipita a Salerno per omaggiare in pompa magna Piero De Luca, rampollo dello sceicco di Salerno e responsabile dei Comitati «Ragione Pubblica», a sostegno del Sì. L’ altro figlio di De Luca, Roberto, è assessore al Bilancio e allo Sviluppo, sempre a Salerno.

OMAGGIO

Lotti, ieri sera, ha partecipato a un affollato incontro che si è svolto alla Camera di Commercio di Salerno, insieme appunto a Piero De Luca. Strette di mano, abbracci, convenevoli e l’ ennesimo spot per il Sì. Ma soprattutto il segnale che, polemiche o non polemiche, Bindi o non Bindi, inchieste o non inchieste, tra Palazzo Chigi e i De Luca’ s il legame è fortissimo, infrangibile.

E non è un caso se a rinvigorire questo solidissimo asse sia proprio Luca Lotti. Il plenipotenziario di Renzi, l’ uomo che per conto del premier si occupa di gestire i casi più spinosi, è da sempre l’ interlocutore privilegiato di De Luca a Roma. Lo sanno bene tutti quelli che, all’ interno del Pd, hanno tentato in tutti i modi, un anno e mezzo fa, di stoppare la corsa dello sceicco di Salerno verso la presidenza della Campania.

Mesi estenuanti, quelli dell’ inverno e della primavera del 2015. De Luca voleva candidarsi alle primarie nonostante sul suo capo pendesse la tagliola delle legge Severino. In molti, in Campania e a Roma, erano convinti che fosse il caso di puntare su altri candidati.

Ma ogni volta che De Luca sembrava sul punto di andare ko, scattava sempre lo stesso meccanismo: Luca Lotti si precipitava da Renzi a spiegargli che impedire allo «sceriffo» di candidarsi significava perdere le Regionali in Campania. L’ ex sindaco di Salerno avrebbe infatti dato vita a una sua lista, sottraendo voti al Pd e regalando la vittoria al centrodestra. Lotti lottava, Renzi ascoltava, De Luca la spuntava.

PELO SULLO STOMACO

Del resto, non era certo il caso di mettersi troppo a fare gli schizzinosi con uno come De Luca: nel 2013, quando sconfisse Gianni Cuperlo alle primarie conquistando la guida del Pd, a Salerno Matteo Renzi ottenne il 70% dei consensi.

Una percentuale più che bulgara, «salernitana», che scatenò polemiche, inchieste e proteste, fino al «congelamento» di quel risultato così netto ma anche ininfluente sul risultato nazionale. Per finire, e per chiudere il cerchio (tragico): indovinate di chi è la prima firma in calce all’ emendamento che permetterà al governatore campano di diventare commissario alla sanità? Di Assunta Tartaglione, deputata del Pd, segretario regionale del partito in Campania e fedelissima – a dir poco – di Vincenzo De Luca…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...