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Beppe Grillo: “I travestiti morali”

grillo(di Beppe Grillo – beppegrillo.it) – dalla prima lettera dell’elevato ai 5 Stelle, dicono che siamo in lite, siamo sciolti. ogni anno ci predicono un futuro orrendo, che siamo nel caos a Roma, a Palermo, sostengono che alcuni di voi vogliano liberarsi di me, sostengono che dopo le elezioni siamo vittime e carnefici dei più bassi istinti possibili. Immaginano le nostre menti basandosi sul meccanismo psicologico più arcaico e banale di questo mondo: la proiezione.

Proiettano su di noi quello che sono loro, non sopportano la felicità, la gioia del progetto, il fatto che il MoVimento discenda da un comico, non sopportano idee originali, lo humor, le persone che non si prendono sul serio, sino a diventare isterici ladri del tempo altrui. Odiano la lealtà, la carriera fatta onestamente, odiano il frutto del lavoro e dell’impegno: sono i travestiti morali.

Noi siamo quelli che avrebbero voluto essere, siamo loro da giovani.

Voi siete la prima generazione del MoVimento.

Il MoVimento è una nuova tecnologia e voi siete i primi a viverla, siamo un esperimento, siamo gli eredi del mondo che verrà, mentre i travestiti morali saranno i super-equipaggiati per un mondo che non ci sarà più.
Noi abbiamo un vantaggio enorme rispetto agli altri: non dobbiamo un cazzo a nessuno. possiamo rinascere come e quando vogliamo. possiamo guardarci dentro e chiederci se anni di disinformazioni e calunnie ci hanno inaciditi e provvedere per riprendere in mano lo scettro del nostro NO!

Allora non finirò mai di dirvi che il NO è la più alta forma di politica esistente: cercate il nostro No interno ai privilegi non meritati, alle promozioni al posto di altri, alle gratificazioni non guadagnate.

Noi siamo i perdenti e anche un po’ poeti. imparate ad essere perdenti.
Fallire nella vita è accedere alla poesia senza bisogno di talento. il successo è per il 99% fallimento: vedi Honda, Fleming, Wright, Edison, Dyson (800 prototipi prima di azzeccare l’aspirapolvere giusto!).

Noi la via ce la stiamo costruendo non con le ideologie ma con idee che creano domande: se in una società fondata sul lavoro scompare il lavoro, che società avremo?

La scuola è pronta? Gli insegnanti sono pronti? La scuola è stata pensata nella rivoluzione industriale per preparare a dei lavori che non ci saranno più: siamo nell’età dell’informazione e la scuola forma ancora operai e impiegati.

Che mondo sarà?

Scompariranno gli uffici, compariranno i coworking, il gioco si mischierà al lavoro, e il nostro tempo sarà liberato dal lavoro. quando nella nostra vita il tempo libero sarà il triplo del lavorato, bisognerà organizzare il tempo liberato. avremo depressi, ansiosi, rabbiosi: la cultura e l’istruzione dovranno consentire di organizzare questa creatività e questi flussi.

Una crisi economica può durare 2-3 cicli economici, 3-4 anni. Quando dura da 10 anni siamo di fronte a qualcos’altro. bisogna fermarsi e rifletterci su. In 10 anni un giovane diventa adulto, un adulto diventa padre, un vecchio lavoratore va in pensione. In 10 anni cambia il mondo e in questi 10 anni è cambiato il mondo.

I giovani sono sono diventati millennials e hanno cambiato il modo di vivere il presente. Hanno fatto passare il mondo da una economia degli oggetti a un’economia dell’esperienza. I creativi culturali, i millennials, i giovani d’oggi hanno imparato a vivere negli interstizi della società preparata dai loro genitori e nonni che avevano un altro mondo nel loro futuro e soprattutto nel loro passato.

Sempre più persone rinviano le scelte economiche definitive come la casa di proprietà, il matrimonio, i figli o più semplicemente l’acquisto dell’auto perchè sono interessati a spendere al meglio l’unica risorsa scarsa che hanno a loro disposizione negli anni migliori: il proprio tempo.

Viaggiano in Europa con poche decine di Euro (l’Europa è stata unita più da Ryan Air che dalla politica), girano le grandi città con auto in car sharing, facendo car pooling, condividono appartamenti per le vacanze, conoscono persone, vivono in modo più sostenibile ed ecologico.
L’esperienza non ha prezzo e nessuno te la può rubare.

In questo senso il Jobs Act è la risposta sbagliata a un cambio strutturale del mondo: è un modo per precarizzare, per abbassare il costo del lavoro abbassandone il valore. Serve invece valorizzare l’economia dell’esperienza aumentando il valore del lavoro, senza necessariamente aggravarne il costo.

Il mondo sta cambiando velocemente: al posto di aziende petrolifere automobilistiche o finanziarie negli ultimi 30 anni, oggi le prime 5 aziende del mondo per capitalizzazione sono Apple, Alphabet, Microsoft, Amazon e Facebook.
Youtube fu comprata per 1,65 miliardi di dollari e aveva 65 dipendenti.
Instagram è stata comprata a 1 miliardo e aveva 13 dipendenti. Linkedin e Whatsapp avevano poche decine di dipendenti e sono passate di mano per decine di miliardi di dollari.

Ci aspetta un futuro dove il mercato non potrà più ricattare nessuno perchè al centro si sarà l’individuo che attraverso un reddito di cittadinanza o universale potrà scegliersi il lavoro che ama e non il contrario.

Di fronte a questi travestiti morali e miserabili noi dimostreremo che la morale esiste e che è indispensabile per sopravvivere. In alto i cuori.

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