Campania/Cronaca/Interno

Grazzanise (CE): il pittore Giovanni Leuci, dopo 50 anni, torna ad esporre nel ‘loco natìo’

La sua prima ‘personale’ nel mitico ’68. Resta memorabile la grafica sulla Cappella S.Severo

GRAZZANISE: GIOVANNI LEUCI, DOPO 50 ANNI, TORNA AD ESPORRE NEL ‘LOCO NATIO’

                          Dal 14 al 16 dicembre Mostra antologica patrocinata dall’Amministrazione comunale

 

una-tipica-mareggiata-di-leuciGRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – “Il percorso di una vita”: è l’eloquente titolo della mostra antologica di pittura con la quale l’artista Giovanni Leuci, dopo mezzo secolo, torna ad esporre nel suo loco natìo. Un evento culturalmente importante, senza dubbio: per i significati rievocativi che suscita nell’immaginario collettivo, ma anche in ragione dei nuovi germogli che ne potranno derivare soprattutto per la giovane generazione locale. Mercoledì 14 dicembre, alle ore 17, la cerimonia di apertura a libero ingresso, nella Sala consiliare di Via Lauro. Interverrà il sindaco di Grazzanise, dott. Vito Gravante, portando il saluto personale e dell’intera Amministrazione comunale che ha patrocinato l’iniziativa, mentre due amici d’infanzia dell’artista, naturalmente presente, cureranno la presentazione critica della mostra. Le visite, libere e gratuite, potranno continuare giovedì 15 e venerdì 16, in orario mattutino (9-12) e pomeridiano (16-20); si dovrà invece chiede la prenotazione per quelle “guidate” dei gruppi. Trentadue le opere esposte, a cominciare dal solare e silente squarcio di “Via Volturno” in cui l’autore ha poeticamente racchiuso l’irriducibile amore per i luoghi della sua prima età. L’antologia leuciana offrirà ai visitatori un’ampia gamma di messaggi tematici nella quale dominano comunque immagini di umana pietà accanto a qualche esempio dolcissimo dell’arte sacra in cui egli si è cimentato, con prevegoli lavori, negli ultimi anni e che possono essere ammirati in varie chiese di Capua, la città dove Giovanni Leuci vive.

il-pittore-giovanni-leuci-nel-suo-atelierL’allestimento della mostra si avvarrà della collaborazione del Cocevest (per i profili riguardanti la storia locale) e dell’associazione giovanile Teens’ Park (offrendo preziosi contributi tecnico-artistici ed organizzativi). Gli appassionati di arti figurative si troveranno di fronte ad un magnifico scenario d’insieme e, soffermandosi davanti a ciascuno dei dipinti esposti, sapranno cogliere subito i nuclei essenziali e l’ambientazione di ogni quadro, perché la comunicazione pittorica di Leuci è semplice, immediata, avvincente. Angelo Raimondo, il primo dei due suddetti amici, in un testo acutamente interpretativo riportato nella brochure che sarà in distribuzione, ha infatti scritto: “Nelle opere di Leuci le figure vengono rappresentate  nella loro intera plasticità, divenendo alla fine facilmente fruibili e gradevoli all’occhio dell’osservatore”. E al secondo, che per il momento qui resta segreto, sembra che il pittore grazzanisano e capuano d’adozione – dando il suo lieto assenso all’esposizione – abba voluto «dire agli amici antichi e nuovi, ad anziani e giovanissimi: “Ho navigato e navigo ancora, umile ma tenace, nel grande mare della pittura, e sono felice di raccontarvi delle meravigliose isole in cui mi sono riconosciuto”».

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