Cronaca/Interno/Politica

C’è il referendum, Camera e Senato “chiudono”

senato(Renato Stanco  – lettera43.it) – La premessa è d’obbligo, trattandosi di materia strettamente connessa al referendum: qualcuno dovrebbe spiegare a deputati, senatori e consiglieri regionali (nel caso in cui la riforma dovesse essere approvata riguarderà anche loro) che la “nuova” Costituzione entrerà in vigore non prima del 2022. Dunque tra sei anni. Un particolare non da poco, visto che i due rami del parlamento hanno pensato bene di bloccare ogni attività istituzionale e legislativa. E dire che le leggi da approvare e discutere non mancano.

ANCHE IL GOVERNO RALLENTA. Invece tutto fermo, in modo da consentire a chiunque, maggioranza e opposizione, di fare campagna elettorale. E siccome il voto coinvolge tutti, nessuno escluso, anche l’attività del governo sta procedendo a scartamento ridotto. L’ultima seduta del Consiglio dei ministri, come testimonia il sito di Palazzo Chigi, risale al 24 novembre, quando è stata approvata, fra le altre cose, la Disciplina della dirigenza della Repubblica. Da allora il premier e i suoi collaboratori si sono buttati a capofitto nella campagna elettorale.

APPUNTAMENTI RIMANDATI. Il giorno dopo anche i senatori hanno deciso di rimandare tutti gli appuntamenti alla prossima settimana. «L’Assemblea», spiega l’ufficio stampa di Palazzo Madama, «non terrà sedute nella settimana prima del referendum. La prossima convocazione è per martedì 6 dicembre». E l’ordine del giorno non è particolarmente fitto. In agenda sono previste soltanto «comunicazioni del presidente sul nuovo calendario dei lavori, che verrà fissato dalla Conferenza dei capigruppo lo stesso giorno alle ore 13». In pratica, è stata convocata una seduta per decidere le prossime sedute.

Stessa musica a Montecitorio. Dopo l’Assemblea che ha approvato in prima lettura la Legge di Stabilità, tutti in ferie. Prossima seduta il 6 dicembre, quando si discuteranno alcune mozioni e verranno ratificati accordi sovranazionali. Ma alla Camera, stando al calendario dei lavori, hanno deciso di fare le cose per bene. Dopo gli ordini del giorno di 6 e 7 dicembre, si andrà nuovamente alla settimana successiva (lunedì 12). Per avvicinarsi senza scossoni alle vacanze di Natale.

LE REGIONI SI ADEGUANO. Quel che succede a Roma sembra aver contagiato anche la periferia. Da Nord a Sud i consigli regionali hanno deciso di fare altrettanto. Dopo l’assemblea di giovedì 24 novembre, alla Regione Lazio tutto fermo per 11 giorni. Nel migliore dei casi le assemblee regionali hanno pensato bene di arrivare fino a fine mese, mercoledì 30 novembre, per poi rinviare tutto a data da destinarsi. Così andrà in Calabria, Piemonte e Campania. Stesso discorso in Toscana, dove dopo la seduta del 30 novembre si torna in Aula il 13 dicembre.

L’EMERGENZA PUÒ ATTENDERE. Qualcuno nei palazzi del potere fa notare che comunque c’è il lavoro di Commissione. Vero, ma a metà. Per dire: in Sicilia, questa settimana, su 11 commissioni complessive, tra permanenti e speciali, sono previste soltanto due riunioni. Insomma, se il Paese è fermo la politica è in attesa. Come se le urgenze e le emergenze non fossero tali.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...