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Chi paga le vacanze di Renzi?

renzi-nein-danke-862162(Giacomo Amadori per La Verità) – «Torno semplice cittadino. Non ho paracadute. Non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l’immunità. Riparto da capo, come è giusto che sia. La politica per me è servire il Paese, non servirsene» aveva scritto l’11 dicembre scorso Matteo Renzi, dopo il referendum e le dimissioni.

Peccato che questa immagine del politico di servizio faccia a pugni con il lusso sfrenato che si è concesso per le vacanze natalizie in Val Gardena. Uno stile ben diverso da quello dell’ex presidente Sandro Pertini e da Papa  Wojtyla, che da queste parti venivano a passare le ferie.

No, Matteo, che in questo momento vivrebbe con l’anticipo del libro che sta scrivendo per la Feltrinelli, in una settimana avrebbe scialato almeno 15.000 euro. Sempre che abbia pagato lui. Un dubbio che angustia pure Werner Kostner, l’ottico di Ortisei che davanti al suo negozio ha affisso una foto dell’ex premier con su scritto: «Nein, danke». No, grazie.

Kostner, cinquantenne di origini bolzanine, non è un personaggio qualsiasi per il turismo della Val Gardena: è infatti presidente della funivia Ortisei-Alpe di Siusi, di cui possiede il 27% delle azioni. Stiamo parlando delle montagne su cui ha scorrazzato Renzi con tanto di tuta ufficiale della squadra olimpica, firmata Armani, sci e casco patriottici con il tricolore. Tutti prodotti che non si sa se abbia  acquistato o ricevuto in omaggio.

Un’immagine un po’ sbruffona che non deve essere piaciuta ai riservati altoatesini se è vero che un maestro di sci, Patrick, dopo aver pubblicato su Facebook una sua foto con l’ex premier sarebbe stato travolto dai commenti negativi. Tanti da fargli decidere di cancellare il post.

Anche Kostner è tra quelli che non ama Renzi.

L’ex premier è passato nel suo negozio? «Non mi faccia sbilanciare. I giornali dicono che la Procura stia indagando sulla mia iniziativa. Posso dirle che generalmente a me dà fastidio che oggi tutti i politici tutti non paghino le cose per cui invece i normali cittadini devono sborsare di tasca propria. Ai tempi di Sandro Pertini era ben diverso. Lui veniva qui e ci teneva sempre a saldare la sua parte. Purtroppo negli ultimi tempi non è più così».

Insomma Kostner ce l’ha con gli scrocconi. «Quando agli impianti di risalita arriva il politico di turno, e sappiamo di chi stiamo parlando, e si porta dietro una sfilza di persone che vanno su gratis a me non sta bene». Le risulta che Renzi & c. non abbiano pagato gli skilift? «Se dovessi scommettere direi no all’80%». Lei fa politica? «No, no. Sono un semplice cittadino italiano… Io sono vittima della politica perché non voto Volkspartei (partito alleato del Pd di Matteo Renzi, ndr) che qui ha la maggioranza da oltre 60 anni. In questo contesto è molto più difficile avere riconosciuti semplicissimi diritti».

Renzi è un disoccupato, ma ha fatto ferie lussuose, mentre da queste parti il premier Paolo Gentiloni ha scelto una residenza più spartana e ha usato il treno per spostarsi. Kostner ride: «Gentiloni si confonde con i muri, è il suo modo di fare. E poi è all’inizio… Certo sarebbe interessante sapere se Renzi abbia pagato il soggiorno, gli skipass da 55 euro al giorno e il maestro di sci. Magari lo ha fatto al suo posto il Consorzio turistico. Ci sono in giro moltissimi skipass gratuiti per politici e politicanti vari. Ho saputo che Renzi è stato visto passare con quello delle forze dell’ordine, ma di questo non ho certezza. Dovrebbe chiedere conferma al presidente del Consorzio della Val Gardena e dell’Alpe di Siusi, Paolo Cappadozzi».

Quest’ultimo, contattato dalla Verità, prova a fare catenaccio: «Skipass ai politici? Non scherziamo». Allora Renzi ha regolarmente pagato il proprio? «Non so se qualcuno abbia voluto regalargliene uno. Io no, anche perché a me Renzi non è certo simpatico. Posso dirle che i biglietti di trasporto della scorta erano a spese del ministero dell’Interno o dei carabinieri che hanno sempre una dotazione di servizio». E il soggiorno? «Dovrebbe chiedere al dottor Sanoner, il proprietario dell’albergo che ha ospitato Renzi». Ovvero il 5 stelle lusso Dolomiti spa e sport resort di Ortisei, del gruppo Adler.

L’ottico Werner Kostner ci regala un piccolo ritratto dell’ospite dell’ex premier: «La famiglia Sanoner è sempre stata strettissimamente legata alla Volkspartei. Sono proprietari di vari alberghi in giro per l’Italia, per esempio in Toscana (a Bagno Vignoni, ndr) e in Sicilia stanno costruendo un resort al confine con un parco naturale, un’iniziativa che ha suscitato qualche polemica».

Il sito ufficiale del resort scelto da Renzi, ci informa che nella settimana tra Santo Stefano e Capodanno, l’accomodamento all-inclusive (l’unico reclamizzato) in junior suite aveva un prezzo di 2.821 a persona, 400 euro al giorno. La tariffa della stanza più piccola (ma per ospitare anche i tre figli non sarebbe bastata) era di «soli» 2.687 a cranio. Insomma una spesa che solo per Matteo e Agnese potrebbe aver sfiorato i 6.000 euro.

I minori dovrebbero aver avuto diritto a uno sconto di 100 euro (in un periodo meno ricercato si arriva al 30% in meno). I fortunati clienti dell’hotel immerso in 9.000 metri quadrati di parco privato possono usufruire di piscine riscaldate, anche con acqua salina e vista panoramica, biosauna al fieno di baita, calidarium alle rose e «sinfonia dei sensi», laghetto alpino con idromassaggio, personal trainer per fitness e discipline meditative e del miniclub per i bambini. Oltre a un menù ricco di ogni ben di dio.

Abbiamo chiesto qualche dettaglio in più al direttore dell’hotel, Klaus Kier: «Purtroppo non posso dire nulla, abbiamo direttive chiare». Renzi ha approfittato del pacchetto «forfait» 26 dicembre-2 gennaio? «No, perché è stato un po’ al lodge. Qui da noi ha soggiornato un paio di giorni». L’Adler mountain lodge è una specie di baita esclusiva a 5 stelle immersa nella natura, interamente in legno, con cucina gourmet e spa panoramica.

Nel periodo del soggiorno di Renzi, la junior suite costava (a persona) 3.086 euro e lo chalet famigliare 3.519. A questi numeri bisogna aggiungere il conto dei tre ragazzi, che a un cliente normale potevano costare dai 9.000 ai 10.000 euro per una settimana (sempre con la formula all-inclusive, l’unica disponibile nel lodge).

A questa cifra monstre (nella peggiore delle ipotesi, visto il periodo,17.000 euro) occorre sommare almeno 110 euro di skipass al giorno (per due persone), spese di trasporto e optional vari. Una vacanza che ha facilmente sfondato il tetto dei 15.000 euro di spesa e che forse ha raggiunto quota 20.000.

Non uno scherzo per chi starebbe vivendo con l’anticipo del libro in preparazione e con la tredicesima della moglie insegnante. Resta una domanda per il direttore Kier: questa favola lunga una settimana l’ha pagata Renzi? «Non glielo posso dire, non ho fatto io il check out». Quindi non sa chi abbia saldato? «Clic», dall’altra parte la linea si chiude bruscamente.

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