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E lo chiamano “Diritto alla salute!”

ospedale-nola-863097(Annalisa Grandi per www.corriere.it) – Una foto, pubblicata su Facebook. Due donne, sdraiate per terra. Un operatore del 118 accanto a una delle due. L’immagine racconta e denuncia quello che avviene nell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, nel napoletano. Pazienti stesi sul pavimento, per la mancanza di barelle e posti letto.


«ECCO COME VENGONO CURATI I PAZIENTI»

La denuncia parte dai social, da uno scatto postato su Facebook e che immortala la situazione nel nosocomio: gli ammalati stesi a terra, sulle coperte o direttamente sul pavimento. Non ci sono barelle, né abbastanza posti letto. «Ecco come vengono curati e dove messo i pazienti all’ospedale di Nola» si legge.

LE REAZIONI

Decine i commenti, anche di chi racconta di essere stato nella struttura e di aver vissuto sulla propria pelle quanto immortalato nella foto. «Sono stata sette giorni su dieci su una barella e un medico mi disse “Signora pregate”» racconta una donna, mentre il deputato Paolo Russo di Forza Italia annuncia un’interrogazione parlamentare.

«Altro che De Luca commissario alla Sanità – continua rivolgendosi direttamente al governatore della regione Campania – mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini. Se il Santa Maria della Pietà deve funzionare in questo modo è meglio chiuderlo perché di ospedali così si muore. De Luca aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all’indigenza».

Russo chiede anche l’intervento del ministro: «Restituisca il diritto alla salute a un’area che conta 600 mila abitanti. Non si scarichi ora la responsabilità sui medici che tentano, pur senza strumenti a disposizione, di difendere la vita delle persone». «Ho sentito il ministro Lorenzin e mi ha assicurato che manderà gli ispettori» dice Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.

«È una situazione intollerabile e scandalosa» aggiunge, per poi rivolgersi a De Luca: «Chiedo di prendere provvedimenti seri, , così come tantissimi medici straordinari. È ingiusto che tutte queste nostre eccellenze poi vengono confuse con queste situazioni al limite del paradossale».«Quando accaduto al Santa Maria della Pietà è il risultato delle cattive gestioni della passate legislatura, orientate unicamente al taglio di risorse e alla riduzione di servizi» dice Enzo Alaia, vicepresidente della commissione sanità del Consiglio regionale della Campania. «È evidente che le immagini che abbiamo visto sono raccapriccianti» aggiunge.

DE LUCA: «INDAGINE INTERNA», LORENZIN INVIA I NAS

E dopo la polemica, è intervenuto proprio il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha annunciato l’apertura di un’indagine interna. «In merito al caso denunciato da familiari di pazienti, relativo a gravi disagi riscontrati e alla carenza di barelle all’ospedale di Nola (Napoli)b – si legge in un comunicato – il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha disposto l’apertura immediata di una indagine interna per una puntuale verifica dei fatti e per accertare tutte le responsabilità».

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato i carabinieri del Nas nella struttura. In mattinata sono arrivate anche le prime repliche da parte dei vertici dell’ospedale di Nola: «Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza. In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo “sequestrate” due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare». Così ha dichiarato Andreo De Stefano, direttore sanitario dell’ospedale civile “Santa Maria la Pietà” .

«Una di quelle persone era in arresto cardiaco — ha aggiunto — , ma che dovevamo fare senza letti né barelle, mandarla via? I medici hanno preferito fare la defibrillazione sul pavimento, pur di salvarle la vita come è accaduto’’. A suo giudizio le immagini mostrate in tv, «non hanno dato una bella immagine dell’ospedale, ma era l’unica soluzione per far fronte all’emergenza». «L’altra persona ritratta a terra – ha raccontato – era stata messa in posizione antisoffocamento perché era in preda al vomito».

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One thought on “E lo chiamano “Diritto alla salute!”

  1. Annalisa, come pompiere sarebbe impeccabile…! Pensi, ci sono giornalisti/e che si comportano come servi/e che pur di servire pagherebbero i potenti corrotti e corruttori che hanno distrutto la sanità italiana e non solo…!

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