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Bacino di crisi di Caserta: “I lavoratori fanno il punto della sistuazione”

RIUNIONE NELLA SEDE SINDACALE DELLA UIL

bacino-di-crisi-di-casertaCASERTA.  I lavoratori   domani faranno il punto della situazione nella sede della sigla sindacale della UIL di Caserta. I lavoratori del  <BACINO DI CRISI DI CASERTA> per l’ennesima volta  sono  ancora senza reddito,  affermano che la loro  vertenza rimane aperta, ma nulla di  concreto c’è  per la loro situazione.
ORA BASTA !!!
I tre  Segretari delle tre sigle sindacali  hanno inviatato i politici casertani intorno ad un tavolo ministeriale.   Vogliamo capire dai sindacati se ci sarà da parte dei politici,  questa sacrosanta  sensibilità alla situazione del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> Vogliamo capire le azioni che verranno messe in campo, adesso basta davvero. Cari politici ci sono  1200 famiglie  che sono  senza futuro.  Siamo vergognosamente stufi di essere presi in giro. Non abbiamo dimenticato le  dichiarazioni del Governatore De Luca  sulla possibilità di assumere fino a 180.000  lavoratori, tutto questo  risolverebbe il problema, quindi cosa aspettiamo ad agire.  Finiamola con la demagogia, svuotiamo  il Bacino con politiche di sviluppo. Queste sono le parole  promesse  da De Luca
Questo è  la politica che noi vogliamo, pretendiamo  i fatti concreti per  risolvere  i problemi della gente
Bisogna intervenire  coprendo  tutti i mancati pagamenti della mobilità in deroga dei mesi pregressi ( tanti lavoratori senza reddito dal 2015 ).
2 – Bisogna assolutamente assegnare la continuità contributiva che permette agli ex operai di rimanere collegati con i contributi.
3 – Bisogna assolutamente far iniziare al più presto i corsi di formazione, ad oggi dopo tanto parlare a vuoto,  non c’è ancora la conoscenza della data di partenza dei corsi di formazione.
4 – Bisogna assolutamente affrontare con azioni concrete  il 2017 con programmi di ricollocazione mantenendo fede ai vari accordi di Programma avviando il sostegno alle famiglie dei lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA con la mobilità in deroga fino alla completa rioccupazione.
Siamo stufi di sentire chiacchiere, siamo stufi della demagogia politica, attendiamo di  sapere se ci sarà futuro per noi. Vogliamo conoscere se per noi lavoratori dopo i corsi di formazione ci sarà la ricollocazione nel mondo del lavoro. I lavoratori chiedono per l’ennesima volta ai sindacati l’impegno a convincere  i politici, ad impegnarsi  ma soprattutto chiedono anche l’intervento strategico di Confindustria. In particolare,  individuiamo   specifiche soluzioni da adottare in due differenti contesti:  ricollocazione  negli enti della Pubblica Amministrazione, laddove siano previsti posti di lavoro, ma contemporaneamente  propongono, attraverso un accordo sindacale, la condivisione di un “piano operativo di ricollocazione” finalizzato a favorire la formazione e la ricollocazione dei lavoratori in aziende che vogliono davvero investire. “Sostegno economico, retroattività della mobilità in deroga, corsi di formazione retribuiti, rilancio occupazionale tramite il P.A.C.( che ha sostituito i vari Accordi di Programma ) sono i diritti che noi pretendiamo”.Ci auguriamo che Confindustria possa davvero aprire le porte per un tavolo tecnico sulla situazione del lavoro,  qui nella nostra provincia si corre verso il tracollo. Per le attività di formazione e di outplacement  noi lavoratori  proponiamo la possibilità  di operare attraverso i fondi interprofessionali; nelle imprese che operano in aree di crisi industriale complessa e non complessa, laddove vi siano concrete possibilità di rilancio delle attività produttive, si propongono, oltre alle misure sopra descritte,  la disciplina degli ammortizzatori sociali senza discriminazione per tutti.  Noi siamo disposti a tutto, ora bisogna che gli  imprenditori  di questa nostra provincia facciano gli uomini. Se vogliamo tenere accesi  i riflettori  su “Terra di Lavoro”, mettiamo in campo tutte le forze necessarie,  perché non si può più parlare, ora è il momento di agire. Il Bacino di Crisi deve essere svuotato, questa dichiarazione fatta dai governi precedenti, non deve mai essere dimenticata. Caserta deve rientrare nelle  aree di crisi, ma soprattutto vorremmo capire se ci saranno interventi per Caserta.

BACINO DI CRISI DI CASERTA

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