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Se Trump mantiene la parola, per l’economia mondiale, sarà uno sconquasso

donald-trump-862324(Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro) – “Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra”. Trump dixit. Ed il nuovo Presidente degli Stati Uniti, in effetti, si è già vantato di aver “creato” alcune migliaia di posti di lavoro.

La Ford non investirà più 1,6 miliardi di dollari in Messico, in cambio potenzierà la produzione in Michigan, impegno previsto pari a 700 milioni di dollari. A ruota arriva Marchionne che annuncia la creazione di duemila posti di lavoro in Michigan ed Ohio con un investimento da un miliardo di dollari.

Allora, Sig. Marchionne, lei ha giustificato la sua decisione di investire un miliardo di dollari negli Stati Uniti dicendo “E’ un atto dovuto al Paese”.

Bene! Visto che in quegli stabilimenti che andrà a costruire negli Stati Uniti produrrà delle Chrysler, direi che, per “par condicio”, dovrebbe produrre le automobili con marchi italiani, cioè Fiat e Lancia, nel nostro Paese. Non mi dica che il Gruppo Fiat ha debiti di riconoscenza solo verso gli Usa, non mi dica che, magari prima che arrivasse lei, il Gruppo che lei attualmente dirige non avesse ottenuto qualche favore anche dall’Italia.

Ed allora, seguendo la stessa logica, perché non trasferisce in Italia la produzione di Fiat 500 e Lancia Ypsilon che adesso sono costruite in Polonia? Ed il Fiorino ed il Doblò in Brasile? E la Tipo in Turchia? E la Grande Punto in India? E la 500L in Serbia? E la Jeep Renegade in Cina? E la Freemont in Messico? E la Lancia Thema in Canada?

Eh! Sig. Marchionne … che ne dice!

Perché non chiude tutte quelle fabbriche all’estero e sposta tutta la produzione in Italia? Non vuol farlo? Vorrà dire che ci comporteremo come Trump, mettendo delle tasse onerosissime sulle automobili costruite all’estero.

Pensi che Trump ha intimato anche alla Toyota di fabbricare più auto negli Stati Uniti, pena … dazi a go go.

Facciamo così anche noi Sig. Trump? Mettiamo anche noi dei dazi sulle importazioni di Ford, Chrysler e General Motors? E perché no? Anche su Tesla?

Ma poi, visto che ci siamo, cara sig.ra Merkel, se vuole venderci le sue Mercedes, Bmw e Volkswagen chiuda parte degli stabilimenti di Stoccarda, Monaco e Volksburg e li trasferisca da noi, le promettiamo che la mano d’opera non mancherà, soprattutto in alcune regioni del nostro meridione.

Ciò che poi non capiamo è che mentre Trump annunciava tutte queste cose a Wall Street il titolo Apple continuava a salire.

Ma come?!?

Mi sembrava di ricordare che gli iPhone, gli iPad, ed anche i Mac e gli iWatch fossero costruiti in Cina.

Scusi sa Sig. Trump, ma loro, quelli della Mela intendo, possono continuare a dar lavoro ai cinesi o saranno costretti a fabbricare ed assemblare le loro diavolerie a Cupertino?

Guardate che personalmente non sono contrario ai dazi, chiedo solo una “par condicio”.

Si sta per scatenare una “guerra mondiale economica”?

Al momento penso di no, per ora il mercato ritiene sia un mezzo bluff!

Perché dico questo?

Basta guardare i mercati valutari!

Ieri (ieri l’altro per chi legge ndr) il cross Eur/Usd viaggiava intorno a quota 1,057. Oggi (ieri per chi legge ndr), prima del discorso di Trump, era sceso fino a 1,046. Quando Trump ha pronunciato il suo discorso (alle 17 ora italiana) il cambio è schizzato fino a 1,062 ossia il dollaro si è indebolito, ma successivamente è tornato in area 1,057 ossia sui valori della vigilia.

Così, una persona che avesse avuto una posizione aperta sull’Eur/Usd, corta o lunga non importa, e fosse andato oggi per tutto il giorno a pescare in un laghetto sperduto di montagna, tornando a casa, la sera, e guardando la performance del suo investimento, nemmeno si sarebbe accorto del discorso di Trump.

Per ora … però. In futuro se Trump dovesse davvero mettere forti dazi per chi produce all’estero (ossia fuori dagli Stati Uniti), per l’economia mondiale sarebbe uno sconquasso.

Sig. Trump, lei potrà anche essere “il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra”, ma se i posti di lavoro che lei “crea” negli Stati Uniti, nella realtà non sono altro che posti di lavoro che vengono “tolti” ad altre nazioni … ebbene … sappia … che “gli altri” non staranno con le mani in mano, e la ripagheranno con la stessa moneta …

… à la guerre, comme à la guerre.

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