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Camera dei Deputati: “Ormai lavoriamo un giorno e mezzo a settimana”

camera-dei-deputati-semi-vuota-870472(Carlo Bertini per la Stampa) – «Ormai lavoriamo un giorno e mezzo a settimana», ammettono a mezza bocca quei rari deputati che di giovedì pomeriggio solcano il Transatlantico. Mentre il «popolo del trolley» la sera prima ha già preso il fugone. Un arco di impegno che ormai va dalla tarda mattinata del martedì, al mercoledì sera. Saltando la consueta «coda» di lavori del giovedì mattina. Può sembrare un’ ammissione soffocata dalla paura di essere messi all’ indice sui social: e invece assume un significato politico l’ andamento lento dei lavori, che rispecchia la paralisi in cui è piombato il Parlamento.

Prima per effetto del referendum costituzionale che sconsigliava voti sulle riforme impegnative come giustizia o lo ius soli, fermo da mesi in commissione. E poi da gennaio per il senso di precarietà che avvolge il governo e la legislatura, che galleggia in una sorta di limbo, in cui nessuno si intesta scatti in avanti su alcun provvedimento. E così da inizio anno, l’ andazzo è di questo tenore.

Un andazzo che magari verrà interrotto già questa settimana, visto che sono come di consueto previsti lavori d’ aula e in commissione il giovedì per Camera e Senato. Alla Camera parte la legge elettorale e in Senato ci sono i decreti in scadenza. «Ma finora non c’ è stata la volontà politica di fare le cose», ammettono i renziani più sinceri. Ai quali non dispiace nemmeno troppo l’ immagine di una legislatura al capolinea.

Che richiede dunque un ritorno alle urne. Emblematico il calendario segnato sul sito di Montecitorio nel mese di gennaio: da accordi di cooperazione con l’Angola, all’ esame di mozioni sulla crisi del sistema bancario. Dalla disciplina della ristorazione in abitazioni private, a mozioni sui flussi migratori e sulla resistenza agli antibiotici.

Il tema politicamente più sensibile, il testamento biologico, è alle prese con la marcialonga in commissione. A febbraio invece dovrebbero essere votati (con la formula «ove trasmesso dal Senato») i decreti in scadenza sulle banche e il mille proroghe. Le leggi più spinose, ddl concorrenza o riforma della giustizia, sono nel calendario di marzo. Stesso andazzo al Senato, che giovedì scorso non era neanche in numero legale per votare la legge per la protezione civile…

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