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L’Italia e le acque reflue: a Benevento appena il 17% viene depurato

Per la Commissione europea la nostra gestione degli scarichi va migliorata. A Catania solo il 41% finisce nelle fogne. A Benevento appena il 17% viene depurato. Percentuali e grafici città per città.

fognature(– lettera43.it) – La Commissione europea è pronta a bacchettare ancora l’Italia e questa volta non si tratta di questioni economiche. Al centro ci sono i temi dell’ambiente, dal cronico problema con lo smog alla spinosa questione della acque reflue. Con questo termine si intendono tutte quelle acque alterate dall’uomo – come gli scarichi domestici, industriali e agricoli – che devono essere depurate perché contaminate con vari tipi di sostanze.

ITALIA MOLTO INDIETRO Secondo il rapporto europeo sull’attuazione delle politiche ambientali pubblicato all’inizio di febbraio 2017 l’Italia deve fare molta strada nella loro gestione e in particolare aumentando gli investimenti. La Commissione sottolinea però che uno dei problemi è la rilevazione dei volume delle acque e il loro smaltimento: «I dati relativi al trattamento delle acque reflue urbane mancavano completamente o parzialmente per alcune regioni, rendendo impossibile calcolare i tassi di conformità a livello nazionale».

CONFLITTI A LIVELLO LOCALE. Per l’Europa uno dei problemi è dato dai «conflitti di sovrapposizione» tra le amministrazioni locali e quella centrale. In realtà i numeri ci sono e sono stati raccolti dall’Ispri, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel XII rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano. Il rapporto, nel capitolo sulle acque reflue, analizza diversi aspetti del sistema di gestione rilevando i numeri in base ai capoluoghi di provincia.

TUTTE LE CITTÀ CONSIDERATE COME ‘BIG CITY’. In primo luogo il report ha calcolato qual è il carico organico generato dai vari centri. Il valore viene misurato in A.e. (ovvero abitanti equivalenti) e in tutte le città supera la soglia di 100 mila punti. «Si tratta di centri urbani ascrivibili alla categoria delle cosiddette ‘Big City’», si legge nel rapporto. Come era logico aspettarsi, i centri che generano il carico maggiore sono quelli più popolosi come Roma (2.768.000), Milano (2.234.076), Torino (1.999.480) e Napoli (1.942.258).

  • Carichi generati dai vari capoluoghi di pronvincia.

Un altro indicatore fondamentale per sapere il grado di salute del sistema di gestione delle acque è la percentuale di acque reflue convogliata in reti fognarie. Il quadro normativo impostato dalla direttiva europea obbliga che per tutti gli agglomerati con carico generato uguale o superiore a 2 mila abitanti equivalenti sia realizzato un sistema di raccolta.

BENE LE GRANDI CITTÀ MALE CATANIA. Secondo i dati Ispra il grado di copertura territoriale delle reti fognarie risulta «essere nel complesso piuttosto elevato in gran parte delle città considerate». Nel 2014 in 51 città la percentuale di acque reflue convogliate in fognatura è risultata pari al 100%, altre 56 hanno invece fatto segnare una copertura tra il 90 e 99%, mentre altre sette si sono collocate tra il 70 e 90%. Maglia nera per tre città: Treviso (84%), Pordenone (66%) e Catania (41% ).

  • Percentuale di acque reflue collegate ai sistemi fognari ordinari. Passando col mouse sui pallini compaiono le percentuali.

La legge prevede che tutte le emissioni finiscano nei bacini fognari anche se sono previste delle deleghe a «sistemi individuali o altri sistemi appropriati». Queste alternative devono però avere la stessa validità della rete fognaria ordinaria e limitati a situazioni in cui «la realizzazione di una rete fognaria non sia giustificata o perché non presenterebbe vantaggi dal punto di vista ambientale o perché comporterebbe costi eccessivi».

A CATANIA ACQUE IN SISTEMI INDIVIDUALI. Rispetto alle rilevazioni Ispra la percentuale di sistemi individuali è stata superiore al 2% in almeno 29 capoluoghi. Ma ci sono centri che hanno percentuali molto più alte. Il record spetta a Catania con il 50%, alle sue spalle altri centri della Sicilia come Palermo e Messina. Numeri alti anche per Pordenone al 33%

15% DI SCARICHI NON COLLETTATI A COSENZA. I numeri però mostrano anche che ci sono diversi centri che presentano scarichi non collettati, ovvero non connessi ad alcun tipo di rete fognaria e impianto di depurazione. In particolare la città di Cosenza dove il 15% delle acque non viene depurato. Seguono Catania (9%) e Pisa (8%).

  • Nella cartina a sinistra percentuale degli scarichi che finiscono in sistemi individuali, a destra la percentuale di scarichi non collegati alla rete fognaria. Passando col mouse sui pallini compaiono le percentuali.

Per misurare l’efficacia di un sistema di gestione delle acque è necessario vedere la percentuale di acque reflue depurate dai sistemi di trattamento connessi alla rete fognaria. Secondo l’Ispri i numeri presentano un sistema efficace con 81 città che hanno percentuali di acque depurate superiori al 95% e di queste 65 hanno valori pari al 100%.

A BENEVENTO DEPURATO IL 17% DELLE ACQUE. Ci sono però anche situazioni con valori molto più bassi. Tra questi la città di Benevento con solo il 17%, Catania (21%), Agrigento (47%), Lecce (62%) e Pordenone (66%). Nonostante questi numeri il 2014 è stato un anno positivo sul fronte della gestione delle acque. Resta però un problema di fondo sulla rilevazione. Come ha sottolineato la Commissione europea, il problema delle rilevazioni rimane, soprattutto per i piccoli centri e i bacini che non rientrano nella rilevazione dell’Ispra. E questo per conflitti anche tra i vari enti a livello locale, come sottolineato da Bruxelles.

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