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Luisella Costamagna: “Tutto crolla, ma loro cercano lavoro a Renzi”

franceschini-renzi-871135(Luisella Costamagna – il Fatto Quotidiano) – Cari italiani, tocca dire la verità: la situazione è a dir poco allarmante. Lo so, voi lo sperimentate tutti i santi giorni, ma ora lo confermano pure dati macroeconomici impietosi. L’Istat ha comunicato che la crescita del Pil italiano nel quarto trimestre 2016 è stata la più debole di tutte le nazioni occidentali: appena +0,2%, contro lo 0,5 degli Usa, lo 0,6 del Regno Unito e lo 0,4 della Francia. Peggio non potrebbe andare anche nelle previsioni d’inverno della Commissione europea: con una crescita del Pil inferiore a tutti gli altri Paesi europei (sotto l’1% nel 2017, contro una media del 2-4% degli altri; pure la Grecia cresce di più), il debito pubblico che continua a crescere ed è stimato al 133,3% del Pil nel 2017 (contro la metà della Germania), e una disoccupazione ancora oltre l’11% (11,6 nel 2017, mentre è prevista in miglioramento sia nella zona euro al 9% sia nell’Ue al 7-8%), sarà davvero un gelido inverno.

E NON È FINITA, perché a tutto questo si devono aggiungere i rischi bancari, la manovra correttiva da 3,4 miliardi, le università che protestano per i tagli alla ricerca (emblematico quando detto dal rettore della Sapienza di Roma: l’Italia investe 3 volte meno della Germania in ricerca ma, in compenso, 3 volte di più nel gioco d’azzardo; crediamo più nella sorte che nella conoscenza…), l’accordo da 1,3 miliardi con i Riva per l’Ilva – annunciato da Renzi in pompa magna prima del referendum –ora saltato perché, dicono i magistrati, “le pene sono incongrue rispetto a reati così gravi”, e – ultimo ma non ultimo – giovani precari dimenticati, disperati al punto che uno di loro, per farsi sentire, è costretto a uccidersi. E il rosario potrebbe continuare.

Di fronte a tutto questo di cosa parla il Pd, principale partito di governo e di maggioranza, tra i responsabili di questa situazione drammatica? Ma di congresso, primarie, leadership! Di franceschiniani e orlandiani! Di scissioni e ricuciture! Ma con “responsabilità”, sia chiaro. Con oltre 3 milioni e 100 mila disoccupati, il problema in sostanza è trovare un lavoro a Renzi. Con tanto di premier Gentiloni e ministro dell’Economia Padoan (a proposito, complimenti per questi risultati straordinari e, tra l’altro, cosa ci faceva alla direzione del Pd, visto che non è manco del Pd?) che, invece di essere impegnati pancia a terra a migliorare le cose, ascoltano silenti il dibattito democratico attendendo il verdetto sul loro destino. Perché la preoccupazione che agita i democratici è questa: chi prevarrà? Il Fast and Furious Renzi, che non ci pensa proprio ad abbandonare la politica, come aveva promesso, e visto che non gli danno subito il voto dice “allora vi beccate il congresso, così mi riconfermo leader e decido io elezioni e candidati”? O la minoranza (Vin) Diesel, che non ha fretta, anzi: vuole che Gentiloni resti fino al 2018, per andare poi al voto con un altro candidato premier?

CARI ITALIANI, lo so: voi vi arrabattate per sopravvivere, stringete i denti, e questo è lo spettacolo che vi viene offerto. Ma non buttatevi troppo giù perché c’è anche una buona notizia: il reggente del partito dopo le dimissioni di Renzi sarà Matteo Orfini! Non state più nella pelle, eh? Un cordiale saluto.

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