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A Guardia Sanframondi si presenta Telesia di Michele Selvaggio

Location della suggestiva ‘rappresentazione narrativa’ del volume edito Edizioni 2000diciassette la splendida cornice dell’Ave Gratia Plena

Telesia a Guardia Sanframondi. Nuova data, dopo il rinvio dello scorso 6 gennaio per avverse condizioni meteorologiche, il libro di Michele Selvaggio, edito Edizioni 2000diciassette, sabato 18 marzo, alle ore 18.30, verrà presentato nella splendida cornice dell’Ave Gratia Plena.

Le acque solfuree di Telese. I riti di Guardia Sanframondi protagonisti della (rap)presentazione del libro ‘Telesia 1349 Peste e Terremoto’ di Michele Selvaggio. Ancora una volta parole, musica e suggestioni dettate da voci e interpreti. La ‘prima’ ufficiale a San Salvatore Telesino è avvenuta infatti attraverso un’accattivante fusione di versi e intervalli musicali che hanno calato i partecipanti nel racconto evocativo delle pagine, tra zolfo, paure, archetipi…e ora, battenti, flagellanti…alchimia. Identica formula, con adattamento dei testi alla nuova location. A narrare di Telesia, accanto all’autore, ci saranno: Elena Sanzari (assessore alla Cultura Comune di Guardia Sanframondi), Esterita Selvaggio, Sara Bucci, Luisa Aceto, Pasquale Carlo e Luciano Rubino. Musicisti: Antonio Palumbo alla chitarra classica e Saverio Coletta all’organo.

Il testo storico è edito Edizioni 2000diciassette. La neonata casa editrice per l’appuntamento guardiese è affiancata dal Comune di Guardia Sanframondi, dall’Istituto Storico Sannio Telesino, da Erbagil – amministratore dr. Vincenzo Benevento -.

Un assaggio del contenuto del libro scritto dal medico e appassionato storico di Telese Terme, la cui copertina è stata realizzata dall’artista telesino Stefano Presutti, dalla prefazione di Maria Pia Selvaggio, Direttore Editoriale Edizioni 2000diciassette: “E si moltiplicano e s’intrecciano gli eventi. E fu la peste e fu il terremoto… E furono le paure e le angosce e le carenze d’igiene personali e sociali che divennero “carcerieri” dei corpi. E fu la spaventosa mano del “demonio”, che occupò le menti dei più deboli: l’ostacolo da aggirare, la creatura da temere. Ciò che appare evidente, dal lavoro dello storico Selvaggio, non sono solo le notizie e i riferimenti autentici, che sono degni di lode, ma è la “nozione” di amore puro, a volte scandaloso per quanto chirurgico, per il “senso vero” del passato e per la memoria ricostruita attraverso un bisogno di fede (…)”.

I terremoti. Ancora nelle parole di Felice Casucci: “I due terremoti del 1348 e del 1349, con due epicentri separati (di cui il secondo a poca distanza dal Sannio) e scosse in sequenza, sono stati saldati, afferma lo Studioso, “in un unico evento” dalla “tradizione scritta”. Questo complesso fenomeno di circostanze catastrofiche è l’ambito in cui si muove l’analisi puntuale e laboriosa, all’interno di un prisma d’informazioni che fa di ciascuna di esse prezioso frammento per una narrazione a sé. Le fonti consultate sono state innumerevoli e di diversa natura, i tratti delineati ricalcati mediante un incrocio di dati accuratamente verificati. Se ne ricava un affresco dai colori intensi, ricco di dettagli, nel quale circostanze sociali ed economiche s’aggregano inestricabilmente ad altre”.

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