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I risparmi (al contrario) della Consip

(Chiara Giannini per Il Giornale) – Gli sprechi di Stato sono a portata di mano anche per i voli blu e passano per Consip. Fino a qualche anno fa il servizio di ristorazione a bordo degli aerei che trasportano gli esponenti del governo e altre alte cariche era affidato a una società di Fiumicino che aveva vinto la gara d’appalto e che riforniva i velivoli con cibo di alta qualità praticando il prezzo di 40 euro a pasto. Tutto questo finché la carica di capo nucleo voli del raggruppamento unità Difesa, presso l’ufficio dei voli di Stato, era ricoperta da un militare dell’aeronautica militare del ruolo piloti.

Con l’assegnazione dell’incarico al colonnello dell’Arma azzurra Valerio Celotto, nel 2015, appartenente al ruolo commissari, che fino a quel momento non aveva esercitato «la gestione di attività operativa dei velivoli», come precisò l’ex capo di Stato Maggiore dell’aeronautica, generale Pasquale Preziosa, in una lettera inviata all’attuale capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, la spesa è lievitata.

La nuova gara d’appalto è stata affidata a Consip e vinta dalla Sky Services, società di Napoli (città da cui la famosa inchiesta aperta dal magistrato Henry John Woodcock è partita), che è riuscita a ottenere il risultato proponendo il catering di bordo per gli aerei blu a 100 euro a pasto. Prezzo che viene tuttora applicato. La Sky Services, a sua volta, ha subappaltato la commessa, per 50 euro a pasto, alla società Villa degli angeli, con sede a Ciampino, che si occupa dello stesso range di fornitura servizi. Insomma, una spesa maggiorata di 60 euro a pasto rispetto al passato.

Un guadagno di 50 euro per unità per la prima società e un dispendio di denaro pubblico di cui certamente gli italiani non saranno contenti. Considerando che nell’arco del 2016 solo ministri e sottosegretari hanno volato sugli aerei della flotta blu la bellezza di 428 volte e che a bordo di ogni velivolo, oltre al pilota e al personale di bordo, c’è sempre una carica dello Stato o del governo con al seguito portavoce, segretari e quant’altro, i conti sono presto fatti e il surplus si aggira intorno alle centinaia di migliaia di euro.

Come si ricorderà, il conferimento dell’incarico a Celotto, per il quale si punterebbe a una veloce promozione a generale, era stato consigliato dal generale Graziano all’epoca in cui sottosegretario alla Presidenza del Consiglio era Luca Lotti, pare su suggerimento del comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette, del quale il militare era uomo di fiducia quando l’alto vertice era capo di Gabinetto del ministro della Difesa Roberta Pinotti. Sia Lotti che Del Sette sono indagati nell’inchiesta Consip.

Ma che danno da mangiare ad alte cariche dello Stato e del governo sugli aerei blu per giustificare una spesa di 100 euro a pasto? A giudicare dal sito internet della società subappaltante, si realizzano «menu personalizzati».

Solo per fare qualche esempio, si può scegliere tra canapés super vip (caviale, aragosta), sandwiches vip, salmone affumicato, prosciutto e melone con ovolina di bufala, spiedini di mazzancolle, tagliolini all’astice, ravioli con salsa tartufata e noci, gardenia di spigola, astice reale al gratin, scampi imperiali grigliati, tonno in crosta al sesamo, aragosta, kebab, pasticceria secca, tiramisù, sacher, colazioni vegetariane calde e fredde e lunch box per tutti i gusti (compreso quello halal). A considerare dalla scelta e dal prezzo, una pasto da business class.

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