Cronaca/Interno/Politica

Pensionati, “diritti inespressi”. Fatuzzo (PP): no, sono diritti negati

Finalmente  sta emergendo la fondatezza della battaglia del Partito eni , per garantire verità e giustizia, a tanti pensionati  che non fruiscono dei propri diritti..

Milioni di pensionati, soprattutto i titolari di pensioni modeste, sino ai 750€ , ma anche ,in diversi casi, chi riceve pensioni più elevate, riceve meno di quello che dovrebbe .Queste perchè vi sono tanti diritti, il cui ottenimento è legato ad una specifica richiesta scritta del titolare .Tantissimi non sanno neppure di avere determinati diritti e, tra l’altro l’INPS non agevola  questa conoscenza, dal momento che non invia più il “cedolino” cartaceo della pensione, all’interessato . Ora il cedolino è scaricabile,, collegandosi con l’Inps(www.inps.it), utilizzando l’apposito PIN , da richiedersi all’Inps.Il quotidiano “LaVerità” ha calcolato che sono circa sei  milioni i pensionati  che potrebbero essere i beneficiari  di questi diritti “inespressi”  che, facendo una  semplice richiesta , otterrebbero quanto loro dovuto, con gli arretrati degli ultimi  cinque anni .In sintesi – ha dichiarato il segretario   nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – tantissimi pensionati, sono vittime della “non conoscenza di propri diritti “ e questo è profondamente ingiusto. In tantissimi casi, i pensionati interessati, sono anziani, con poca o nessuna dimestichezza con i moderni strumenti tecnologici , in tanti casi, vivono soli, insomma si penalizza, nei fatti, chi già è penalizzato. Perché , importanti  diritti, con conseguenti importi economici, vengono  riconosciuti, solo con la richiesta dell’interessato? Si tratta, fra l’altro, di voci importantissime, come l’integrazione al minimo, la 14.a, le maggiorazioni sociali, importi aggiuntivi,prestazioni per invalidità  civile , assegni familiari . Tante piccole somme che, globalmente, diventano importi importanti, per chi ha pensioni modeste.  Il Partito Pensionati, anche con specifiche trasmissioni televisive  – ha sottolineato Fatuzzo – ha cercato di informare i pensionati , dei   loro  diritti . In particolare ,il Partito Pensionati chiede il ripristino dell’invio del cedolino pensionistico, al domicilio del titolare di pensione ed all’attribuzione d’ufficio, di quanto spettante al pensionato, senza imporre alcuna “domanda” . Quando è l’Inps a dover avere qualcosa dal pensionato “preleva”  e non fa certamente”domande”.I Pensionati- ha concluso Fatuzzo- in un modo o nell’altro, anche a causa della  poca conoscenza dei loro diritti, continuano ad essere una sorta di “bancomat” .  E’ grave che cittadini che hanno lavorato, anche in condizioni difficilissime, per una vita, con una pensione da fame, si vedano sottrarre un diritto, solo perché, non hanno fatto la “domanda”. Questa situazione è indegna di un Paese civile ed a giudizio del Partito Pensionati, richiederebbe l’intervento del Presidente della Repubblica, quale massimo garante della nostra  Costituzione.

L’addetto stampa

Luigi Ferone

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