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Peppino Caldarola: “La sinistra rimasta nel Pd verrà distrutta da Renzi”

(Peppino Caldarola – lettera43.it) – C’è un “caso Emiliano” nel Partito democratico. Il governatore pugliese, che aveva minacciato sfracelli nel congresso del Pd, si avvia verso una ingloriosa sconfitta. Al Nord, come previsto, conta quasi niente, pochissima roba al centro e quel Sud che avrebbe dovuto segnare la sua risalita, oltre che la sua egemonia nel Meridione, rivela difficoltà e in qualche caso débâcle.

TRADITO DAL MERIDIONE. Di débâcle si deve parlare se si pensa ai risultati pugliesi. Nella città di Bari, dove c’è sindaco Decaro, presidente Anci, suo figlioccio politico passato con Renzi, Emiliano perde nelle sezioni di tradizione. Nel Salento molti voti vanno ad Orlando. In quasi tutta la Puglia, per ora, prevale Matteo Renzi. La Puglia e il Sud potrebbero non riuscire ad impedire a Emiliano di star sotto quel 5% necessario per la gara delle primarie.

RENZI VICINO AL TRIONFO NELLE PRIMARIE. Anche le primarie si potranno rivelare un gioco a due fra Renzi e Orlando. In verità, a meno di una mobilitazione delle aree strutturate della sinistra, penso al sindacato, a favore di Andrea Orlando, e di settori movimentisti e cripto grillini a favore di Emiliano, la vittoria di Renzi potrà essere molto netta. I sondaggi, alcuni almeno, davano come possibile una scia del voto referendario con un ”No” all’ex presidente del Consiglio che si sarebbe riversato nelle primarie. Le cose stanno andando in modo diverso e solo un afflusso di voti “estranei” potrà consentire ai due competitor di Renzi di scalare la difficile vetta.

Il Pd che vota nei congressi e forse nelle primarie sceglierà, quindi, di continuare l’avventura renziana. È un estremo gesto di sopravvivenza, più che la consapevole scelta di un progetto. Del resto Renzi e il suo partner Martina hanno rinunciato a fare campagna elettorale su programmi e idee forza. L’unica certezza per loro è che con la sconfitta dell’ex premier crollerebbe tutto e si interromperebbe il cosiddetto progetto riformatore. È abbastanza vera la prima ipotesi, il progetto riformatore, invece, è del tutto inventato.

SI VA VERSO UNA MARGHERITA ALLARGATA. Renzi è il classico veditore di idee di seconda mano. Il suo Pd spingerà fuori coloro che sono rimasti per sostenere Orlando nell’ultima sfida per far sopravvivere una sinistra interna. Molti seguaci di Emiliano si sentiranno altrettanto estranei, a cominciare dal leader. Il partito diventerà una più grande Margherita con la singolare sorpresa che quei “comunisti figli dell’apparato”, i quali avrebbero dovuto assorbire la forza di origine rutelliana e popolare, si troveranno ad essere invece assorbiti da quest’ultima.

LA SINISTRA DEL PARTITO RIMARRÀ SCHIACCIATA. Si concluderanno così alcune parabole della cultura politica della sinistra. Il “migliorismo” romperà definitivamente i ponti con ogni ipotesi socialdemocratica e si troverà a fare da armatura del fragile , culturalmente fragile, renzismo. Quella sinistra che ha vissuto la propria presenza nel Pd come condizionamento del principe resterà estranea o schiacciata. Tutti aspetteranno l’eventuale vittoria francese di Macron per rilanciare il trasversalismo d’antan.

UNA SITUAZIONE DI VANTAGGIO PER ARTICOLO UNO. Ancora una volta, insisto, venditori di idee di seconda mano. Potrebbe essere un vantaggio per il nuovo partito dell’Articolo 1 se questo ragionerà su di sé e non perderà tempo ad assediare e farsi assediare da Renzi, se apparirà come un contenitore largo e nuovo e non come la vecchia sinistra Pd che si è messa in proprio. Ma il discorso sull’Articolo 1 lo rinviamo di qualche giorno con i classici consigli non richiesti.

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1 thought on “Peppino Caldarola: “La sinistra rimasta nel Pd verrà distrutta da Renzi””

  1. Caro compagno Caldarola, e tu , quella che è rimasta nel PD la chiameresti ancora “sinistra” ? Eppure anche, anzi soprattutto, tu hai conosciuto che cosa era la sinistra. Non facciamoci fuorviare dalle parole . Anzi , propongo un specie di gioco giornalistico : inventiamo un nome adeguato per questa “roba” che oggi impropriamente e pigramente chiamiamo “sinistra del PD”. Ti va ? Fraterni saluti

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