Cronaca, Interno, Politica

Forza Italia, i volti nuovi finiti sotto la lente di Berlusconi

( – lettera43.it) – Anche i più irriducibili, tra gli ultrà del voto anticipato, appaiono ormai convinti: la legislatura, salvo clamorosi cambi di rotta e colpi di scena, giungerà al termine naturale nel 2018. Ragion per cui gli attori del teatrino della politica stanno per mandare in scena la consueta stagione delle ansie e delle passioni che ritornano puntuali quando nell’aria si sparge il profumo di elezioni. Un’agitazione che, ovviamente, non risparmia Forza Italia al cui interno si alza il livello della sfida tra chi vuole essere riconfermato e i molti giovani scalpitanti mossi dal legittimo desiderio di diventare parlamentari.

OPERAZIONE RINNOVAMENTO. Recentemente Il Tempo ha pubblicato un nutrito elenco di amministratori presenti negli enti locali in odore di candidatura. Un “rosario” di nomi nato dall’iniziativa di Marcello Fiori, Responsabile nazionale del settore Enti locali di Forza Italia, interessato a entrare nel dibattito legato ai volti del rinnovamento. Un’operazione letta da alcuni come un’entrata a gamba tesa contro l’onorevole Annagrazia Calabria, già da qualche tempo impegnata nella scrematura delle figure da presentare a Silvio Berlusconi per di rinfrescare la classe dirigente azzurra. Non è un mistero, in questo senso, l’intenzione da parte della stessa Calabria di far valere il peso acquisito sul campo al momento della composizione delle liste.

FILO DIRETTO TRIPODI-PASCALE. Più di una parola sarà spesa a favore della 35enne Maria Tripodi, nata nella terra che fu di Corrado Alvaro, ora responsabile dell’organizzazione Giovanile. Tripodi porta con sé un bagaglio fatto di gavetta e militanza, arricchito dal risultato, nonostante il ruolo da outsider, alle ultime Europee: quasi 16 mila preferenze nel collegio meridionale, poco meno del più noto Alessandro Cecchi Paone. Alla bravura, elemento che non va trascurato, si accompagna anche il “filo diretto” col presidente Berlusconi e la solida amicizia con Francesca Pascale.

Altra scalpitante promessa del Sud è la pasionaria salentina Federica De Benedetto, classe 1984, anche lei formata da anni di militanza. Vanta, come Tripodi, una performance rilevante alle ultime Europee grazie alla dote costituita dagli oltre 19 mila voti racimolati. Totalmente assorbita dall’organizzazione della campagna elettorale a Lecce, non ha perso comunque la speranza di poter correre per un posto a Montecitorio. All’ombra della “Reggia” viaggia spedito sull’onda del successo ottenuto alle ultime Regionali (oltre 21.700 preferenze) Gianpiero Zinzi, eletto nella circoscrizione di Caserta. Il giovane Gianpiero è un figlio d’arte essendo il babbo, Domenico Zinzi, un politico molto noto sul territorio (cresciuto politicamente nell’Udc, è stato anche presidente della Provincia di Caserta).

AL SUD SI FA LARGO ZINZI. Sulla scorta dell’esperienza paterna, Zinzi, dopo essersi fatto le ossa nei quadri giovanili dell’Udc (presidente nazionale dei giovani ndr) traghetta in Forza Italia, dove si è fatto luce a colpi di voti e spallate. A farne le spese anche una big come Mariarosaria Rossi (caduta in disgrazia dopo la parziale emarginazione del vecchio “Cerchi magico”) contro cui Zinzi ha vinto un combattuto braccio di ferro, facendosi nominare commissario provinciale a Caserta, nonostante il sito ufficiale azzurro non abbia ancora provveduto all’aggiornamento delle cariche. Molto apprezzata, nel cuore della Tuscia, è la giovane Antonella Sberna, consigliere comunale a Viterbo e assistente storica di Cinzia Bonfrisco al Senato, recentemente convolata a nozze con il consigliere regionale Daniele Sabatini (eletto nel 2013, nelle lista Pdl, per la Provincia di Viterbo, con oltre 4 mila preferenze).

AL NORD PRENDE QUOTA BESTETTI. In Lombardia, dove la gestione è saldamente nelle mani di Mariastella Gelmini, prende quota il nome di Marco Bestetti, presidente del Municipio 7 di Milano, protégé dell’avvocato Andrea Ruggieri, nipote di Bruno Vespa e responsabile azzurro dei rapporti con le tivù. Ambienti che Bestetti, guarda caso, frequenta con sempre maggiore disinvoltura. Faccia pulita, buona dialettica, il giovane di belle speranze suscita invidia nei rivali, come spesso capita alle stelle nascenti, già pronti, dovesse concretizzarsi la possibilità di una candidatura, ad affilare i coltelli gridando al “caso politico” e all’inopportunità di abbandonare, per convenienza personale, la carica da poco conquistata.

Nel Veneto bianco batte il cuore nero dell’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan. Un passato indirizzato a destra, prima in Alleanza Nazionale, poi nel Pdl e ora con Berlusconi, il quale per la verità ha avuto già modo di apprezzarne la preparazione e il carattere combattivo. Proprio a causa dell’indole a volte accesa è balzata agli onori delle cronache nell’estate del 2015, per colpa di una disavventura capitata a lei e al fidanzato (Vittorio Pesato, consigliere regionale lombardo nel gruppo Lombardia popolare), capace di scatenare un intenso “dibattito” sui social.

MOSCO SOTTO I RIFLETTORI TIVÙ. Sotto la lente d’ingrandimento del presidente è finita Eleonora Mosco, ex vicesindaco di Padova prima delle dimissioni di Massimo Bitonci causate anche da alcuni consiglieri forzisti. In disaccordo col partito ha sostenuto le ragioni del sindaco e la scelta le è costata la guida dei giovani locali. La ricomposizione della storica alleanza con la Lega ha riportato la Mosco sotto i riflettori dei talk televisivi (L’Arena, Quinta Colonna e Mattino Cinque per citare i principali) grazie, ovviamente, alla longa manus di Ruggieri. Dopo la nascita della sua fondazione, Giovanni Toti continua a pensare in grande per nulla scoraggiato dal limbo in cui è stato confinato dopo il ritorno in campo di Berlusconi. Dalla Liguria, con l’obiettivo di essere futura guida del centrodestra, Toti sta organizzando le truppe allo scopo di superare lo status quo e l’eventuale ricomparsa d’inopportuni cerchi magici.

BAGNASCO JR SCALDA I MOTORI. Sui blocchi di partenza è pronto a scattare Carlo Bagnasco, sindaco di Rapallo, un altro figlio d’arte. Il padre, infatti, vanta un pedigree di tutto rispetto: due mandati come sindaco della stessa città, ex consigliere regionale d’opposizione, commissario della provincia di Genova di Forza Italia e un legame fortissimo con Toti. Ma l’uomo su cui punta con decisione il numero uno della Regione Liguria è l’assessore alle Infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone, fido scudiero del governatore. Già sindaco di Ameglia, dopo 20 anni di giunte rosse, è anche il capo dell’organizzazione delle liste Toti sul territorio.

La chiusura è dedicata a una rosa di stimati amministratori locali, non più giovani, ma consapevoli che in politica non conta solo l’entusiasmo giovanile ma anche l’autorevolezza acquisita dal “saper fare”. Il posto d’onore spetta allo stimato (pure a sinistra) Guido Castelli, al secondo mandato come sindaco di Ascoli Piceno, in scadenza nel 2019. Area ex An, molto vicino a Maurizio Gasparri (ma corteggiato anche da Giorgia Meloni e Matteo Salvini), occupa un ruolo importante in Anci ed è stato tra fondatori di “L’Italia chiamò”, movimento interno al Pdl, formato da 12 sindaci. Il sogno di Castelli è la presidenza della Regione Marche (2020), un desiderio che si scontra però con i complicati tempi della politica che poco rispettano le aspirazioni dei singoli. Il primo cittadino dovrà amleticamente decidere: o finire il mandato e prepararsi per la corsa in Regione, o salire sul treno per Roma.

L’ODISSEA GIUDIZIARIA DI MALLEGNI. Paradossalmente il punto di forza della candidatura di Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta, potrebbe essere l’incredibile odissea giudiziaria vissuta a partire dal 2006: a Mallegni, furono contestati 51 capi d’imputazione che costarono oltre 150 giorni di detenzione tra prigione e arresti domiciliari. Per 49 reati è stato assolto mentre tre sono caduti in prescrizione. Oggi, completamente riabilitato e forte del filo diretto con Berlusconi, sempre sensibile al tema giustizia, brama un posto in parlamento. Tornando alla Tuscia, fra i papabili svetta il nome di Francesco Battistoni, ex direttore della Viterbese calcio in epoca gaucciana, ma soprattutto impallinatore di Franco Fiorito nell’inchiesta che ha coinvolto la Regione Lazio ai tempi di Renata Polverini. Battistoni è un amante delle sfide che contano, specie se al suo fianco corre un big come il neo presidente del parlamento europeo Antonio Tajani.

L’IMPORTANZA DI “FARSI VEDERE”. Molta considerazione vanta anche l’attivissimo (e capace, dicono a Roma) imprenditore tessile Giorgio Silli, poliglotta (conosce cinque lingue tra cui il russo), ex assessore, oggi consigliere comunale a Prato. Silli è uno dei massimi esperti forzisti in materia d’immigrazione tanto da avere assunto, nel 2014, il ruolo di Responsabile nazionale immigrazione del movimento. Mentre scriviamo, alcuni dei volti segnalati fanno da scorta a Silvio Berlusconi giunto a Malta per rivendicare, durante il congresso del Ppe, l’orizzonte moderato in cui alberga lo spirito di Forza Italia. D’altra parte, al di là della gavetta, della militanza, dei convegni e dei gazebo molto spesso è proprio la presenza, il “farsi vedere”, la chiave per entrare nel cuore (e nella mente) del presidente. Per questo motivo ai più recalcitranti al viaggio sarà venuta in mente una celebre battuta di Nanni Moretti: «Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?… Ci vediamo là».

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