Cronaca/Interno/Politica

Nuove tariffe tari 2017 approvate dal consiglio comunale di Castelfranco Emilia

Il consiglio comunale di Castelfranco Emilia ha approvato giovedì 30 marzo, con i solo voti della maggioranza PD le nuove tariffe TARI 2017 per il comune di Castelfranco Emilia.

Il servizio rifiuti solidi urbani è un servizio pubblico locale di rilevanza economica. Un servizio pubblico non ha l’obiettivo di produrre utili ma di servire l’interesse dei cittadini.

L’utente deve per legge pagare una tariffa tale da coprire i costi del servizio. Al pubblico spetta il compito di dettare le regole per favorire la collettività, affidare i servizi alle aziende in concorrenza sul mercato e controllare il loro operato.

Ma in questi anni, con la gestione Hera, è stato fatto tutto il contrario.

A distanza di anni, la complessa architettura societaria costruita nel 2005 a partire dalla fusione per incorporazione di Meta con Hera si sta sgretolando. Ma ciò non ha cambiato, sotto il profilo politico e di indirizzo, il peso dell’azionista pubblico.

Dal punto di vista operativo tutti i vantaggi promessi sono rimasti sulla carta: qualità dei servizi e tariffe non sono certamente cambiate nel tempo a favore dei cittadini.

Se analizziamo l’andamento del costo di raccolta e smaltimento dei rifiuti dal 2010 a oggi assistiamo ad aumenti costantemente superiori al tasso di inflazione. L’aumento generale dei prezzi dal 2010 a oggi è stato del 9,03% l’aumento della TARI è stato del 37,73%, per Hera l’inflazione non è la stessa che vale per le altre aziende. Eppure in passato ci hanno detto che la politica di costituire una grande multiutility permette di produrre economie di scale che fanno diminuire i costi.

I comuni sono soci di Hera e ne ricevono gli utili, in questo modo gli aumenti delle tariffe si traducono in una tassa occulta a carico dei cittadini.

I fatti dimostrano ampiamente che i soci pubblici non sono mai riusciti a influenzare le scelte di Hera. Anzi, è successo l’esatto contrario: Hera ha imposto ai soci pubblici il suo piano industriale costruito secondo le logiche di mercato e per di più in posizione dominante come monopolista di fatto.

Anche se l’azionista pubblico controlla la maggioranza azionaria la realtà dimostra che i rapporti di forza sono a favore della grande azienda e non dell’interesse pubblico .

Chi ha creato questa situazione, l’ha gestita autonomamente e vuole continuare a gestirla in modo identico, tecnicamente e operativamente, nonostante le leggi nazionali che stanno cambiando la partecipazione degli Enti Locali nelle società.

Il Comune, che essendo amministratore di denaro pubblico, dovrebbe essere il migliore e il più lungimirante “imprenditore” nell’interesse della collettività, continua invece a non avere praticamente potere di fonte alle logiche di Hera, che gestisce un servizio pubblico con logiche imprenditoriali e di profitto (e con lauti compensi del managment). Basta andare sul sito di Hera per rendersi conto di ciò.

Così anche quest’anno sono state approvate le tariffe (con un montante totale di € 5.163.832,91) e con un aumento di € 115.000 circa complessivi mentre Hera, come sempre non ha ancora fornito la Carta dei Servizi. Ed inoltre il piano finanziario presentato era del tutto sintetico. Cosa che accade tutti gli anni, con il costante beneplacito della maggioranza PD che vota sempre a favore, con ciò avvallando questa logica. Due recenti pronunce giurisprudenziali hanno dichiarato illegittimi i rincari se i piani finanziari dei rifiuti sono sintetici (come quello di Castelfranco, appunto!) e non spiegano invece nel dettaglio tutti i profili tecnici e gestionali del servizio, l’indicazione degli scostamenti, la consuntivazione rispetto all’anno precedente. La minoranza consigliare ha sollevato la questione al consiglio comunale di giovedì 30 marzo, ma Sindaco, Giunta e maggioranza PD “non ci hanno voluto sentire”!

E la nuova modalità di raccolta rifiuti ? I dati a nostra disposizione (forniti da Hera stessa) sugli esiti della sperimentazione fino ad ora effettuata sono dati di significativi rincari dei costi (per lo spazzamento, per la raccolta nel forese, per i nuovi cassonetti…). E i benefici per i cittadini? Si vedrà  in ricaduta sulle tariffe quanto andrà a regime la tariffa puntuale? Ma intanto i cittadini pagheranno di più. Senza dimenticare che in un comune limitrofo al nostro la modalità di raccolta con cassonetti a tessere è stata del tutto fallimentare.

Come abbiamo detto se si affida il servizio ad un’azienda privata lo si deve fare mettendo le aziende in concorrenza sul mercato e poi controllare il loro operato, non è accettabile la situazione di virtuale monopolio di cui Hera ha usufruito in questi anni.

Occorre che i Comuni, fissino regole precise per la salvaguardia della qualità ed economicità del servizio e della salute dei cittadini.

Ancora meglio sarebbe adottare una politica completamente diversa. E abbiamo una proposta specifica: perchè non ripensare ad una gestione in house del servizio di raccolta? Guardiamo con attenzione una esperienza certamente coraggiosa ma importante, che va nella direzione di riportare in gestione diretta dell’ente pubblico il servizio, appunto pubblico, di raccolta dei rifiuti: lo hanno fatto alcuni romagnoli, con capofila Forlì (amministrazione PD), è di questi giorni la delibera del consiglio d’ambito di Atersir che, analizzati gli studi fatti, il piano presentato (poi rivisto), dà l’ok alla gestione in house del servizio.

L’ente locale diviene diretto gestore del servizio pubblico rifiuti fornito alla sua collettività, senza un affidamento ad una multiutility SPA. Per noi è questa la direzione giusta!

 

Silvia Santunione

Capogruppo Lista Civica FRAZIONI  e CASTELFRANCO

Claudio Carini

Consigliere Lista Civica FRAZIONI  e CASTELFRANCO

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